Vi racconto il mio Natale…

Questo, per me, è stato il primo Natale da sposata. Cosa cambia? Tutto. Cambia proprio tutto. In meglio.
Natale è famiglia. Ed io adesso ho la mia, piccola, giovane famiglia. E un alberello nel salotto della nostra casa che è già troppo piccola per noi è chissà cosa succederà il prossimo anno.
Ma non solo… Ho una famiglia allargata composta di nuovi protagonisti. Protagonisti meravigliosi, per fortuna! E se ve lo state chiedendo sì, anche mia suocera è deliziosa! Praticamente un miracolo.
Insomma mi sono dovuta organizzata per tempo, per passare un po’ di tempo con tutti e non scontentare nessuno. E così, Vigilia da Valeria, la sorella di mio marito, con tutta la Famiglia Corona raccolta e le donne di casa ai fornelli (con la partecipazione straordinaria di Stefano in veste di Chef, per il tocco di classe, i suoi famosi Flan alle zucchine!)
Natale e Santo Stefano in Liguria dai miei genitori, per il tradizionale pranzo di Natale. Quelle leggerissime 48 portate (sì, sto esagerando, ma non più di tanto) che mia madre è in grado di preparare per il gran giorno, incollandoci tutti a tavola e non per farle un piacere, proprio perché resistere ai suoi manicaretti non si può. È Ligure, mia mamma, come vedete i super pranzi non sono prerogativa delle mamme del Sud, sono prerogativa delle mamme che quando vai a trovarle sei sempre “Troppo magra!” e “Troppo pallida!”
E infatti son tornata a Milano con quei bei tre kg piazzati sulle chiappe che arrivano ogni anno, puntualmente, tra il 26 e il 28 di Dicembre.
Il mio sedere è cresciuto talmente tanto che temo che da un momento all’altro raggiunga la maggiore età e mi chieda di prendere la patente.

Comunque… Ecco per voi una bella carrellata di immagini del mio Natale.

Pacchi

 

Ho trascorso il pomeriggio della Vigilia impacchettando regali per tutti. Mio marito si è dileguato alle 10 di mattina, mollando a me l’incombenza con la frase sibillina “Devo fare cose che tu non puoi vedere!” Escludendo che dovesse incontrare la sua amante polacca proprio la mattina della Vigilia, ne ho dedotto che potesse trattarsi di farmi un regalo. E ho convenuto con lui sul fatto che farmi un bellissimo regalo potesse essere un motivo accettabile per lasciarmi ad impacchettare “Slug Terra”.

Se vi state domandando cosa diavolo siano le Slug Terra evidentemente non avete dei figli o dei nipoti maschi in età 4/10 anni. Se li aveste, non potreste ignorare l’esistenza di queste odiose pistole di plastica che scagliano in aria lumache di gomma. Perché mai delle pistole debbano sparare lumache lo ignoro e non intendo neanche spingermi troppo oltre nel cercare di comprendere, dal momento che ho già dovuto dar fondo a tutta la mia pazienza per cercare di avvolgerle nella carta, quelle infami! Non fate quelle facce, provateci, prima di giudicarmi una bionda frivola incapace: ci vuole una laurea in Ingegneria Meccanica! E io non ce l’ho, una laurea, e se l’avessi sarebbe in “Teoria e impiego pratico di metodologia dello shopping applicato.” Non in ingegneria meccanica! Insomma… Incarti da un lato, scappano dall’altro. Fermi da una parte la carta con lo scotch e ti si strappa l’altro lato. Ma soprattutto la confezione ha una forma talmente assurda che per incartarne una ti ci vuole più o meno lo stesso quantitativo di carta su cui Silvio Pellico scrisse “Le mie prigioni”

Ad operazione terminata ero stremata! Sudata come una centometrista senegalese e con un cerchio alla testa risolvibile solo a morfina. Non avendo morfina in casa mi sono dovuta accontentare di un Oki e mio marito è rientrato proprio mentre lo stavo tracannando. Quando gli ho spiegato che a furia di incartare mi era venuto il mal di testa, mi ha guardata con quel suo sguardo a metà tra la pietà e lo scherno e ha mormorato un “Mal di testa per due pacchi?” “Due pacchi??? Due pacchiiiii??? Vuoi provarci tu ad incartare lumache volanti e pistole lanciarazzi con le scatole tutte storte??? Eh??? Eh??? Eh???” Ok. Non l’ho detto ma avrei tanto voluto. Solo che poi mi è venuto in mente il regalo è ho preferito tacere e sorridere.  E solidarizzare mentalmente con tutte le mamme del mondo che in quello stesso momento stavano perdendo il lume della ragione incartando Slug Terra.

 

Alle 18.30 siamo arrivati a casa di Valeria e abbiamo trovato una bellissima tavola tutta rossa e un alberello gonfio di decorazioni. Guardate che carino!

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Ci siamo subito posizionati ai fornelli. Io per preparare il mio famoso “Risotto gorgonzola e pere”, un grande classico, che piace a tutti ma proprio a tutti. E infatti, ancora una volta, è stato un successone.

Eccomi qui, intenta nella preparazione, con il tipico outfit da casalinga in cucina.

Iaia De Rose

Ai fornelli anche lo Chef Stefano Corona, con tanto di immancabile cappello. Sì, ho un marito che si sente chef e si mette il cappello. Del resto, se fosse stato del tutto a posto avrebbe sposato me, secondo voi? Comunque i suoi flan di zucchine sono eccellenti e quindi tocca perdonargli il cappello.

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Dopo tutti gli antipasti preparati da mia cognata, il mio risotto, i flan di Stefano e i formaggi http://www.9010.it/cialis.html puzzoni che mio marito ogni anno come da tradizione compra a “La baita del formaggio” a Milano e poi affonda per tutta la famiglia in ettolitri di miele, eravamo tutti stesi come dopo una guerra civile. Ci guardavamo boccheggiando e implorando pietà l’un l’altro. Gli unici a non dare segni di cedimento erano i miei due bellissimi nipoti in piena sindrome da “Arriva Babbo Natale!” Certe volte li guardo e penso che forse Valeria, la loro mamma, la notte li attacca alla presa della corrente oppure magari hanno un pannello fotovoltaico nascosto sotto i loro piccoli maglioncini e mentre passeggiano sotto il sole si ricaricano di energia inesauribile. Non lo so. Fatto sta che non si fermano mai. Corrono, cadono, si rialzano, scivolano, si travestono, si rispogliano, litigano, fanno pace, cantano, sono in grado di riprogrammare Sky in 14 nano secondi e di hackerare il Pentagono con i loro Game Boy. Sono bellissimi. Sono proprio due bambini bellissimi. Biondi, con enormi occhi azzurri, un’intelligenza acuta e genuina e quella parlantina svelta e così sincera che io adoro.

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Ed è proprio con quegli occhioni azzurri sgranati che mio nipote Federico a circa metà serata, davanti a tutta la tavolata, mi ha chiamata:

“Iaia!” “Dimmi Federico!” “Io voglio…” E poi con la testa bassa ha mormorato qualcosa di incomprensibile. Io mi sono avvicinata “Dimmi Fede, cos’è che vuoi?”, pensando volesse un altro regalo ed implorando, tra me e me in silenzio, che non mi chiedesse un’altra Slug Terra perché un’ulteriore incarto avrebbe potuto far deragliare definitivamente il mio sistema nervoso. E allora lui, con tutto il suo candore di bambino “Non un regalo, Iaia! Io voglio dei cugini!”

Mi hanno guardata tutti. Mio marito, mio cognato, i miei suoceri. Sono sicura che mi abbiano guardato arrossire vergognosamente anche i vicini e i dirimpettai affacciati ai balconi. E in quel momento io ho desiderato fortemente essere ancora seduta sul tappeto ad incartare Slug Terra.10-20-30 Slug Terra tutte per te Federico, a patto che tu tenga a freno queste tue fulminanti, genuine esternazioni, amore di zia!

Il giorno dopo siamo partiti per la Liguria. Là abbiamo trovato un tempo meraviglioso e un mare azzurro azzurro, smosso lievemente dal vento.

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Non vedevo l’ora di abbracciare mamma, papà e fratello! A casa abbiamo trovato il famigerato Albero di Natale di mia mamma. Un albero enorme, con centinaia di decorazioni che lei accosta per colore e dimensione in un insieme perfetto. Che sa del Natale che piace a me.

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E il Presepe, che ancora fa bella mostra delle statuine che io e mio fratello abbiamo realizzato e dipinto quando eravamo bambini, più di vent’anni fa. Vent’anni. Sembra ieri.

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Il pranzo di Natale ha avuto una moderata durata. Quelle 3/4 ore di assaggi. Perché mia madre se dici che sei pieno ti risponde “Assaggia!” E come fai a dirle di no? I ravioli di mia mamma sono “i ravioli”. Non hanno rivali. Impastati uno ad uno e farciti con le bietole dell’orto di mio padre. Un capolavoro di gusto.

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E che dire dei totani ripieni, l’insalata russa e quella di polpo caldo con le patate. E i gamberoni con le cipolle in agrodolce? Una meraviglia. Ed infine il tirarmi su al biscotto che è una roba incomparabile che solo mia mamma sa fare e nessuno potrà mai replicare. È un brevetto. Un Dop. Un Doc. Un non lo so. Ma so che è troppo buono.

Io non ho fatto altro che mangiare-bere-crogiolarmi al calore della stufa.

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E poi ho guardato mia mamma (che non si fa mai fotografare) mio fratello, mio marito e mio padre. E ho pensato che davvero di più alla vita non potrei chiedere.

Ah, per la cronaca, ecco mio padre, che invece alle foto non si sottrae mai. E dopo tutti i complimenti che ha ricevuto da quando sono state pubblicate le foto del mio matrimonio, si diletta a farmi da fotomodello.

imageHo fatto anche una passeggiatina, con la mia chihuahua Bella al seguito. Eccola qui, ve la presento, visto che su queste pagine non l’ho ancora fatto.

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Ah… E poi ho scartato i regali! Taaaanti regaliiii! Tutti bellissimi. Eh sì, se ve lo state chiedendo, i regali di mio marito hanno valso l’incartamento delle pistole spara lumache.

Ma il regalo più bello, davvero, lo vedete riassunto in queste foto. Ecco. Questo. Per me è tutto e anche di più di quello che mai avrei potuto desiderare.

Il tempo di stappare qualche bottiglia di spumante e mangiare quelle 10/12 fette di panettone (e mia madre non contenta c’ha fatto pure una piccola borsetta di provviste da portare con noi con le quali credo sfameremo tutto il quartiere Indipendenza di Milano per i prossimi 18 mesi) e siamo di nuovo a casa.

Una Milano che non è mai stata, per me, così calda ed accogliente. Perché finalmente quest’anno il Natale ha il sapore della felicità completa e totale e tornare a casa è un po’ come partire per un nuovo viaggio. Il nostro.

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E voi? Come avete passato il vostro Natale? Raccontatemi la vostra storia, qui sotto. Se vi va. Mi farà davvero piacere.

Al prossimo incantesimo…

 

 

16 Comments

  • Liz ha detto:

    Ciao Iaia!!! Questo post è meraviglioso! Come ti avevo già scritto, io adoro il Natale e questo tuo post mi ha davvero fatta emozionare perché con le tue parole e la tua ironia (mi sa che anche il mio sedere in questi giorni prenderà la patente!!! )sei riuscita a trasmettere ciò che il Natale dovrebbe essere: una giornata di serenità e amore da trascorrere con i propri cari! Per me questo è stato il mio ultimo Natale da non sposata e ho trascorso la Vigilia con i miei genitori, il mio futuro marito e il mio futuro suocero; il giorno di Natale l’ho passato in compagnia dei miei genitori e della mia nonna e ho scartato i regali che loro mi hanno lasciato sotto l’albero(come quando ero bambina)!! Dopo un bel pranzetto preparato da mia mamma e da me, ci siamo dedicati alla preparazione della cena: alla sera, infatti, sono arrivati il mio futuro marito e suo padre e abbiamo ricominciato a mangiare! Ah, quasi dimenticavo! Tra i secondi c’era il tuo pollo alla curcuma!!! Buonissimo! Un bacione enorme!!!

    • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

      Orgogliosissima che tu abbia scelto il mio pollo al la curcuma per il tuo Natale! Che dolcezza questo racconto! Un bel Natale tradizionale proprio come piace a me! Tanti auguri Liz! Ti abbraccio forte.

      • Liz ha detto:

        Il tuo pollo alla curcuma lo riproporrò anche il 1 gennaio a pranzo! È veramente buonissimo!! Colgo l’occasione per ringraziarti di tutta la compagnia che mi hai fatto quest’anno con il tuo blog ( soprattutto, ma non solo, durante la convalescenza dopo il mio intervento chirurgico)!! Grazie per aver rallegrato molte delle mie giornate con i tuoi post, che trasmettono sempre energia positiva! Mi raccomando, continua anche nel 2015, 2016… 2050 a farci compagnia con i tuoi post! Buon anno, Iaia, auguri di cuore!!!

  • Giulia Pesce ha detto:

    Ogni volta che leggo ciò che scrivi.. mi sembra di esserci dentro totalmente.. e con questo post mi hai fatto luccicare gli occhi, come sempre..
    Il primo Natale da sposata e con una famiglia un po’ più grande.. ma quanto sono belli i tuoi nipoti??? Un amore.. a proposito.. appoggio Federico in pieno.. dai su, qui c’è la tua sister che ha voglia di diventare zia!!!
    E poi… ma quanto è figo l’albero di mamma Paola? Io amo quella donna, quasi quasi ti fa concorrenza.. 😀
    Per me è stato un Natale strano lo sai.. strano da 2 anni da quando nonna non c’è più, da quando si è spenta proprio nella notte più magica dell’anno.. e strano perchè è stato il primo senza.. beh lo sai, ma un blog è un blog e si condivide.. perciò è il primo senza il ragazzo che pensavo l’uomo della mia vita, con cui ho passato 10 Natali, con cui ho vissuto ogni esperienza possibile dai 15 ai 24 anni, con cui pensavo di passare ogni Natale a venire.. perciò un Natale strano.. spento.. riscaldato grazie a Dio dalla mia famiglia e dai due splendidi angeli Elisa e Chiara, le mie cuginette..
    Lo so amica.. starò meglio, ce la farò.. ma tu non mi mollare.. continuami a spronare, cazziare, supportare.. ripetimi che mi vuoi bene e soprattutto continua a scrivere questo blog PAZZESCO.. perchè mi è tanto tanto tanto d’aiuto e sono certa che lo stesso valga per tante altre persone. Non ci abbandonare..

    Ps. Guarda che qui c’è ancora il tuo regalo ad aspettarti.. vedi di scendere presto.. ne ho bisogno..

    • Giulia Pesce ha detto:

      Eccolo 🙂

      • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

        E certo che io non ti mollo. Ma tu sei stata grande amica mia! E lo sarai ancora di più. Quindi scrivi qui più spesso che la tua esperienza può essere di aiuto a molte. Se vai su “Innamorati di te stessa” c’è una ragazza che si chiama Stella che secondo me trarrebbe molto beneficio dalle tue parole. Stella se ci leggi batti un colpo!

        • Giulia Pesce ha detto:

          Credo infatti che questo blog sia speciale non solo per i consigli che ci dai tu, ma anche perchè leggendoci tra di noi possiamo capire tante cose e aiutarci a vicenda.
          Scriverò sempre. E già mi scuso per la vena malinconica che forse troppe volte prenderanno i miei commenti, ma sono in questa fase.. devo INNAMORARMI DI ME STESSA, ma non ci riesco proprio.. la mia lista è ancora un semplice foglio bianco!

  • Marika ha detto:

    Ciao Iaia…ti seguo da molto, ma questa è la prima volta che ti commento…trovo il tuo blog divertente, leggero ma affatto superficiale, e questo tuo post sul natale…beh…fa bene al cuore! Soprattutto per chi, come me, ha deciso di ovviare al precario destino della ricercatrice, lavorando a Disneyland Paris…che è molto lontano dal mondo dei sogni!! Il mio è stato un Natale alternativo….perchè la mia famiglia (mia sorella e mia madre) hanno deciso che no! Non potevano assolutamente lasciarmi da sola….e hanno preso un’aereo e hanno festeggiato con me!!! così, la vigilia di Natale, dopo aver servito hamburger e patatine fino alle 22h30, ho preso al volo un treno per Parigi….e loro erano lì, ad aspettarmi alla fermata, con tanto di cappellino rosso! E ovviamente, perchè la mia è proprio una mamma del sud, con tanto di tavola imbastita per festeggiare insieme….! Replicherò domani….ma con la gioia di vedere i fuochi all’Arc de triomphe…! *_* Joyeux Noel à tous….bisous parisiens….Marika

    • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

      Ciao Marika, pensa, io ho sempre desiderato lavorare a Disneyland e, ovviamente, credo alle tue parole quando dici che non sia proprio il mondo delle favole. Però, che ne dici di cercare di cogliere il lato positivo? Ok. Servi hamburger, ma si tratta di un lavoro dignitosissimo e ammirevole, in un contesto che fa sognare milioni di bambini e adulti ogni anno. Oggi si sa quanto sia difficile trovare un lavoro e per te resterà comunque sempre un’esperienza da raccontare.
      Ma che dolci la tua mamma e tua sorella! Mi hai fatta commuovere con il tuo racconto perché mi hai ricordato le volte che sono stata in difficoltà e mia mamma si è fondata da me a Milano, una volta trascinandosi dietro anche fratello e papà! Amo tanto la mia famiglia. E colgo nelle tue parole lo stesso amore!
      Ti abbraccio e Buon Anno Nuovo!!!

  • Katia ha detto:

    Ciao Iaia,ti seguo sempre ,sei bravissima e,sopratutto te stessa..baci

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