Sul Family Day

Io una cosa degli esseri umani non l’ho mai capita: perché invece che lottare per i nostri diritti, godiamo come ricci nel toglierli agli altri. C’è qualcosa di insano, di malato, di terribilmente sbagliato in tutto ciò.

Come quando, da ragazzina, la compagnetta di classe che odiavi si fidanzava e a te del suo fidanzato non te ne poteva fregare di meno ma, non si sa per quale inspiegabile motivo, facevi di tutto per portarglielo via. Un po’ come dire “Se so sfigata io devi esserlo anche tu. Anzi devi esserlo più di me!”

Va bene a 14 anni. Va bene nell’aula di un liceo, parlando nell’orecchio alla vicina di banco ed attaccando il chewing-gum dietro la lavagna. Da adulti no. Da adulti non va bene.

Io, che vivo a Milano da ormai 10 anni, mi sono mortalmente vergognata quando sul Pirellone è comparsa la scritta Family Day. Perché? Family Day di cosa? Chi avrebbe dovuto rappresentare quella scritta?

Forse Milano? La mia Milano? Milano aperta, Milano sempre sveglia! Milano che da una possibilità a tutti, Milano volenterosa e caotica ma con scorci segreti da mozzare il fiato. Milano, che dovrebbe essere una metropoli, la città più democratica, quella multirazziale, quella che non giudica nessuno.

Allora è una bugia.

Milano. Che sul Pirellone, per nome di tutti noi e senza chiederci il permesso, urla che la famiglia “giusta” è una sola, mentre nel resto del mondo i principali monumenti si colorano delle tinte dell’arcobaleno per dire che invece l’amore va sempre rispettato e tutelato.

Io vorrei sapere per cosa si lotta a questo Family Day, perché mi pare (e quando dico mi pare spero che qualcuno mi smentisca) che non si stia manifestando per vedersi riconosciuti dei diritti, per facilitare la vita alle mamme e ai papà, per avere concessi dei vantaggi sulla vita di ogni giorno che solo le famiglie sanno quanto sia dura, per avere degli sgravi fiscali o degli aiuti per se e i propri bambini. Mi pare, invece, che ci si stia battendo con un accanimento feroce perché i diritti non vengano concessi ad altri. Altri che esistono già, altri che lottano ogni giorno allo stesso modo,  altri che sono già famiglia anche se non vengono chiamati così, altri che hanno gli stessi identici problemi delle famiglie dette “tradizionali”.

E questo io lo trovo assurdo, lo trovo crudele, lo trovo IGNORANTE.

In questi giorni, schierandomi contro il Family Day sulle pagine Social, mi sono sentita dire di tutto e ho constatato che, sì, anche io sono razzista, intollerante e mossa da istinti per nulla nobili verso un certo tipo di persone: gli ignoranti.

Quelli che non conoscono, non sanno, non leggono, non mettono neanche il naso fuori dalla porta, probabilmente. Quelli sempre pronti a spiare gli altri dalla finestra ma che, chissà perché, non guardano mai dentro la propria di casa.

Quelli che, come insegnava mia mamma quando ero piccola “Sopra liscio liscio e sotto merda e piscio!” (Che tradotto significherebbe: “Ti preoccupi tanto di dare al di fuori un’immagine perfetta di te quando dovresti invece guardare lo schifo che ti circonda dentro casa”)

Perché parliamoci chiaro, se la mia generazione è il frutto di queste famiglie dette tradizionali, non è che le cose stiano proprio andando alla grande , signori eh!

Che di padri che vanno a prostitute e infettano le mogli delle peggio malattie, ma la Domenica tutti insieme a messa, non credo di averne sentito parlare solo io.

Di figli che assistono a litigate feroci, percosse sulle proprie mamme e separazioni violente in casa mentre il giardino è in perfetto ordine e nelle aiuole non spunta un filo d’erba un po’ più lungo, ne conosco parecchi.

Di mogli che lavano e stirano i panni e tra un piatto sporco da infilare in lavastoviglie e un tappeto da sbatter sul terrazzo fanno anche un saltino dal panettiere, dal macellaio e dal pizzicagnolo e non per fare la spesa, pure ne avvistate parecchie.

E sapete che c’è? Non me n’è mai fregato nulla. Non me ne deve fregare niente. Non ce ne deve fregare niente.

Perché ognuno faccia un po’ quello che vuole, ognuno il concetto di famiglia lo interpreti come meglio crede che io non mi sono mai sentita nella posizione di fare la morale a nessuno. Purché il papà libertino, i genitori che si menano e le mogli saltellanti un giorno non decidano di farla loro, la morale, agli altri.

A quel punto non ci sto. A quel punto DEVO dire di no.

Perché anche nella più idilliaca delle situazioni, anche nel caso si abbia la più illibata delle coscienze, forse sarebbe bene guardare dentro le proprie mura prima di voltarsi a giudicare gli altri.

Prima di dire che altri non possono essere famiglia e subito dopo genitori bisgnerebbe chiedersi se lo siamo noi stessi.

Perché essere “genitori” è una cosa un po’ diversa dal mettere al mondo un figlio. E non è che perché hai un apparato riproduttivo funzionante con quello di tuo marito, che sarai una buona madre, eh. Non ne sarei così sicura.

E allora vediamoli un po’ da vicino questi “altri” che non sono famiglia, che fanno paura, che non meritano gli stessi diritti che ho io, che sono sposata.

Sono altri che si svegliano la mattina e preparano la colazione e poi portano i figli dell’uno o dell’altro o adottati poco importa a scuola e poi vanno a lavorare e rincasano la sera e c’è la spesa da fare, ci sono i panni da stirare e chi cucina io o tu? Ma Emma si è ammalata, ha la febbre e ora forse la prende anche Matteo e poi come facciamo col lavoro se non c’è nessuno che ce li tiene?

Altri che i conti non quadrano mai, i soldi non bastano, c’è una spesa in più questo mese e non si sa come fare. E non si dorme la notte, non si chiude occhio. Non si parla più, non si fa più l’amore.

Altri che si mettono via i risparmi per le vacanze, si va da mamma e papà? E si dice che siamo coinquilini, amici, colleghi, compagni di corso, insomma qualcosa ci inventiamo.

Ma sì, dai, che lo sanno! L’han capito. Mio cugino di sicuro lo sa, perché secondo me pure lui…

Altri che c’è sempre qualcosa da rifare, c’è sempre da rispiegare e se ci diamo la mano al parco ci guardano tutti ma poi sai che c’è? Chissenefrega! Ti bacio in bocca con la lingua così imparano, sti stronzi!

Altri che un giorno uno dei due si ammala. E all’altro crolla il mondo, le certezze, crollano i respiri, i sussurri, i sorrisi.

Perché se non ci sei tu non voglio esserci più nemmeno io.

E voglio stare con te mentre vai via. Voglio essere lì mentre mi dici “Addio amore mio. Ti amo.”

E invece NON POSSO.

Non posso perché per qualcuno io e te non siamo una famiglia.

Dopo le lotte, la casa, i conti, le vacanze, le esperienze, i pianti, le litigate, l’amore, i pregiudizi, i problemi, le risate, gli obblighi, i casini.

Per qualcuno, ancora, nel 2016, io e te non siamo una famiglia.

Io non lo so se questi altri la sera si mettono le parrucche, si travestono, escono di casa per strada in perizoma maculato schiamazzando come scimmie. Non lo so se hanno gusti strani, a colazione mangiano la carbonara, se gli piace fare l’amore appesi al lampadario o mettersi un tutù rosa e fare il trenino sulle note di Maracaibo in Piazza Duomo.

Giurerei che non sia così, sarebbe molto divertente, ma non mi pare di aver mai visto scene del genere diventare la norma a Milano ne altrove.

Non mi pare di aver visto scene del genere, pensate, neanche in tutti i Paesi in cui sono state riconosciute da tempo le unioni civili. Ci credereste? 

Ma anche fosse, non mi importa.

A me interessa che nessuno di noi adulti ben pensanti, può parlare a nome di un bambino. Un bambino chiede di essere amato, rispettato, cresciuto, coccolato. Credo di ricordare questo, di quando ero piccola.

Io mi ricordo le prese in giro e le botte perché ero grassa, da parte di quei poveri bulli ignoranti. Sarebbe cambiato ben poco se invece che “Cicciona” mi avessero detto “Figlia di un ricchione”. Me lo ricordo il male che fa.

Ed è per questo che da adulta ho il sacrosanto dovere di far sì che nessuno si debba vergognare di quello che è , ma che i bulli imparino a tacere e rispettare.

Che nessun bambino conosce la propria diversità finché un altro bambino stronzo non gliela fa notare.

A me importa che gli “altri” diventino NOI, perché la lotta per i propri diritti comincia proprio quando si è disposti a lottare per i diritti degli “altri”.

A me importa che se uno di quei due si ammala, l’altro non lo potrà accudire. Mi importa che se vogliono giurarsi amore eterno in Italia non lo possono fare. Che se uno dei due muore l’altro non ha diritti, non ha pensione, non ha niente.
A me interessa di questo.

A me interessa che Famiglia è dove ci sono due persone che si vogliono bene, che decidono di prendersi cura l’uno dell’altro, che lo fanno in piena coscienza, per amore.

Perché per me LA FAMIGLIA È DOVE C’È AMORE.

E l’amore nessuno può giudicarlo.
Ah… E non vorrei sentire ancora parlare di “natura”. Che tra procreare e far l’amore c’è una differenza. La prima cosa si fa con la ragione, la seconda si fa per istinto, per piacere. E per piacere si fanno un sacco di cose che non sono mai precisine e pulitine, vi risulta? A me sì.

E di nuovo, non mi parlate di natura, per favore. Che se era per la natura stavamo ancora a morire di scarlattina, a noi donne ci toccava il tributo di sangue mensile senza l’Aulin, le gambe pelose e le ascelle a cespuglio.

Se era per la natura io non avrei potuto mettermi le extension.

E signori del Family Day, perdonatemi, ma voi c’ avrete il terrore dei gay.

A me terrorizzano molto di più le punte sfibrate.
Al prossimo incantesimo…

52 Comments

  • Liz ha detto:

    Bellissima questa riflessione Iaia! Sei una persona veramente bella (non solo fuori, soprattutto dentro) e da queste tue parole traspare la tua sensibilità. Ti posso solo dire: brava, anzi bravissima Iaia!!!! Un bacione grande grande!

  • Lachesi ha detto:

    Clap clap. D’accordissimo su tutto. Io proprio non capisco da quale pulpito certa gente si senta in diritto di spiegare a noi altri come dovremmo accoppiarci / innamorarci / sposarci / procreare.
    Speriamo che questa sia davvero la volta buona. Brava Iaia e #svegliatitalia

  • Anna ha detto:

    Concordo su tutto, davvero. Nello specifico devo dirti che anche io in questi giorni a sentire tutto sto fervore su questo family day mi sono chiesta a cosa EFFETTIVAMENTE serva e mi sono trovata a concludere( come tr) che non é una lotta PER i propri diritti, quanto una lotta CONTRO dei diritti. In questo Paese tendiamo spesso a confindere la linea che separa lo Stato( e la sua costituzione, le sue leggi, il suo essere) con ideologie spesso di matrice cristiano-cattolica. Devo dire che a tal proposito ho molto apprezzato le riflessioni di una voce fuori dal coro, padre Bianchi abate di Bose( se ti capita, googolalo). In ogni caso in giorni come questi mi sembra di vivere in un paese del terzo mondo, veramente.

  • Tyreal ha detto:

    Sì.

  • elisa ha detto:

    Complimenti Iaia per il tuo pensiero descritto molto bene e con ironia! Sei troppo simpatica è troppo bella!credimi vorrei essere come te! Ti ammiro e ti stimo!! Un abbraccio

  • Macri ha detto:

    La penso come te parola x parola iaia!!la famiglia è dove c’è amore rispetto conforto educazione e NON mi interessa come e da chi è composta!!mia cugina e la sua compagna stanno insieme da anni e si amano e rispettano è bellissimo vederle credimi !un bacio cara e grazie x questo post❤

  • marika ha detto:

    Sembra che l’abbia scritto io. Ho condiviso perché di pensieri lucidi e intelligenti ce n’è sempre più bisogno! Grande Iaia!

  • Delia ha detto:

    ..mhm.. secondo me l’unione civile é sacrosanta. Che due persone, che siano omosessuali eterosessuali eunuche o vattelapesca, se si amano e conducono una vita di coppia penso sia doveroso e normale che possano veder riconosciuto il diritto di essere sposati civilmente, avere diritti e doveri reciproci. Sulla procreazione però no. Non giudico nessuno ciascuno la pensi come vuole .. ma due uomini o due donne non possono procreare naturalmente. Quindi non vedo perché debbano accampare questo diritto. Anche per coerenza con ciò che si é : sei omosessuale, benissimo, spero tu trovi l’amore e tu sia felice, ma figli non ne puoi avere perché una nuova vita si concepisce tra maschio e femmina. Non é colpa di nessuno, semplicemente funziona così. Non per questo non potrebbero essere ottimi genitori, ma non possono procreare. Possono adottare i figli del partner se ne ha .. ma non esiste possibilità di fecondazione tra persone dello stesso sesso. Quindi mi sento del tutto contraria a uteri in affitto. Rabbrividisco al solo pensiero.

    • Iaia De Rose ha detto:

      Quindi sei contraria a tutto quello che non esiste in natura?

      • Delia ha detto:

        Ma certo che no..ma la vita secondo me é un altro paio di maniche.. Non penso che ci si debba aggredire o voler male o tagliarsi fuori se la si pensa in modi diversi. Semplicemente l’utero in affitto, per tutti omo o eterosessuali che siano, é una pratica che non mi vede d’accordo. Non ce la faccio. Il mio rapporto con Dio e la fede é certamente conflittuale ed altalenante ma sul dono della vita che é il più grande mistero io mi rimetto interamente nelle sue mani. Non trovo ostacoli ad adozione dei figli del partner .. ma per me si ferma lì.

        • Iaia De Rose ha detto:

          Scusa qualcuno ha parlato di utero in affitto? L’utero in affitto può essere una pratica discutibile, che meriti una riflessione. Ma se è discutibile lo è per tutti: coppie di fatto, coppie sposate, famiglie “normali” e famiglie colorate. O no?

          • Delia ha detto:

            Assolutamente! Infatti l’ho scritto io per prima 🙂 i figli non sono un diritto. Di nessuno. Per nessuno. Essere mamma e papà non é un diritto. Che tu sia etero o gay, essere genitore non é un tuo diritto. Non solo perché si hanno organi genitali compatibili con la riproduzione. Considerare un figlio un diritto é una roba che trovo egoista.

    • Giulia ha detto:

      Delia, perdonami, ma essere in grado di procreare ed essere buoni genitori sono due cose completamente diverse. Tutti abbiamo sotto gli occhi decine e decine di esempi di coppie che sfornano figli a profusione – perché a accoppiarci, diciamolo, siamo buoni tutti – e poi non sono minimamente in grado di crescerli. Il fatto di essere una coppia eterosessuale fertile non significa automaticamente che si sia adatti a allevare bene dei figli, così come essere omosessuali non significa non avere automaticamente le carte in regola per farlo. Ho esempi di coppie omo all’estero che hanno adottato o preso in affido dei bambini, magari rifiutati più volte da perfette coppie etero che però non sono state all’altezza della situazione, e li hanno resi adulti forti e sereni, anche se nella coppia genitoriale mancava quella polarità maschio-femmina che molti ritengono essenziale.
      Così come ho esempi di genitorialità disastrose perpetrate da coppie etero con tutti i numeri al posto giusto, peccato che mancassero empatia, comprensione, desiderio di educare e occuparsi di qualcun’altro…e tutte quelle caratteristiche che chissà perché, sono considerate stupidaggini superflue rispetto al semplice fatto di avere ‘una mamma e un papà’.

      La maternità surrogata invece è un ALTRO aspetto del problema: è molto diverso dire ‘non è corretto permettere agli omosessuali di avere figli con utero in affitto perché su quest’ultimo si creerebbe un business fatto soprattutto sulla pelle delle donne che affittano l’utero’ (e su questo si può discutere, non lo faccio in questa sede perché andrei OT) e dire ‘non è giusto che gli omosessuali abbiamo figli, Nè biologici nè adottivi, perché non è naturale e non sono adatti’. Ripeto, NON È VERO.

      Sul fatto che un figlio non sia un diritto per nessuno sono invece pienamente d’accordo con te.

      Senza nessun rancore.

      Giulia

      • Iaia De Rose ha detto:

        Brava Giulia. La questione utero in affitto è completamente fuori tema. È solo un aspetto della questione! Di quello si può certo discutere ma non è questa la sede. Un altro discorso è negare A PRIORI la possibilità di essere genitori alle coppie composte da due persone dello stesso sesso. Questo per me è completamente sbagliato.
        Come è secondo me sbagliato negare la possibilità di adozione anche alle coppie non sposate!

  • Rebecca ha detto:

    Cara Iaia, ti stimo e apprezzo per quel che ho potuto conoscerti attraverso il video e ciò che scrivi ma questa volta dissento. Per tante cose. Chi manifesta (pacificamentecome pochi altri) al Familyday NON lo fa CONTRO qualcuno. Nessuno è contro le unioni civili che vanno tutelate nella giusta maniera ma contro (sì in questo caso) a QUESTO specifico disegno di legge. DDL Cirinnà che apre a questioni ben diverse e complesse. Quali il cosiddetto “utero in affitto” che porta a riflettere sul business e gli sfruttamenti che ci sono dietro. E poi ti riporto un pensiero che condivido, di una persona che sicuramente tu avrai avuto modo di conoscere. Giacomo Poretti: “Ben strano è l’essere umano, il quale è pronto a scendere in piazza se sull’etichetta del proprio cereale da colazione c’è scritto OGM (organismo geneticamente modificato), evidentemente perché con questa manipolazione si è contravvenuto alla naturalità con cui cresce il frumento. Che lodevole fermezza, che principi, quale appassionata difesa di Madre Natura! Strano che poi, per lo stesso essere umano, quando si tratta di famiglia, l’identico concetto di natura e naturalità, diventi ingombrante e obsoleto”. E aggiungo io….”retrogrado e ignorante” come tanti lo definiscono ormai. E sappi che io ho diversi amici gay, ma amici veri, e non ho paura di loro. Credimi. Pur rimanendo convinta che un bambino abbia di base il diritto di crescere con un padre e una madre. E i miei amici omosessuali la pensano allo stesso modo, sai? Come del resto anche Domenico Dolce e Stefano Gabbana e Malgioglio se non sbaglio. Omofobi anche loro? Ti abbraccio, con la medesima stima e il medesimo affetto, pur pensandola diversamente in questo caso.

    • Iaia De Rose ha detto:

      Mi hai sentita dare dell’omofobo a qualcuno, per caso? Non mi pare. Strano che tu dica che non si scende in piazza contro qualcuno perché ti smentisci un attimo dopo in quanto primariamente vengono discusse proprio le unioni di fatto. Tutto il resto arriva DOPO. Sento solo dire “eh ma l’utero in affitto! E ma l’utero in affitto!” L’utero in affitto è una derivazione del disegno di legge. Lo dici anche tu. “Apre le porte ANCHE…” Allora… Intanto diciamo sì alle unioni di fatto. Ibtanto diamo a tutti pari diritti. Del resto poi ne parliamo… L’utero in affitto può essere discutibile, ma per tutti. Sia per le coppie di fatto che per quelle regolarmente sposate. La naturalità è un altro concetto su cui credo di essermi già espressa. Non sono assolutamente “pro natura”. Io sono per una società che si evolve. Altrimenti noi donne saremmo ancora qui a non poter votare e a cucire le pelli di bestia nelle caverne! Nel 74 scendevamo in piazza per il divorzio. Non mi interessa che una cosa sia naturale, non me ne può fregare di meno. Io voglio che sia giusta.
      Dopo di che come tu faccia a metterti nei panni di un bambino non lo so. Io non lo faccio. Non sono assolutamente sicura che solo perché natura vuole che uomo e donna possano procreare allora di conseguenza solo uomo e donna possano crescere un bambino. Non ne sono assolutamente sicura!
      Io credo che a un bambino poco importi se si sia formato in una provetta o in una pancia. Io credo che un bambino voglia solo essere amato. Cresciuto. Accudito.
      Oggi a 35 anni posso dirti che io ho avuto la fortuna di essere cresciuta da due genitori meravigliosi. E sono assolutamente certa nel dirti che se mia mamma mi svelasse che mi sono formata in una pancia che non era la sua per me non cambierebbe assolutamente nulla. A presto.

      • Rebecca ha detto:

        Primo. “E signori del Family Day, perdonatemi, ma voi c’ avrete il terrore dei gay”. Frase tua. Questo non è dare dell’omofobo??!
        Secondo. Ripeto, ribadisco e non mi contraddico, NULLA contro le unioni civili, sacrosante, MA non quel disegno di legge specifico. Da rivedere. Semplicemente.
        Inoltre abbiamo una visione e un’opinione diverse sull’importanza della naturalità e sul concetto di evolversi. Evidentemente.
        E come posso mettermi nei panni di un bambino? Sai, lo sono stata anche io. E avere avuto entrambe le figure genitoriali è stato essenziale. Tu mi contesterai che tantissimi sono cresciuti senza l’una o l’altra figura. Magari senza entrambi. Certo, ma addirittura privare (egoisticamente) a priori del padre o della madre non lo trovo giusto.
        E sul fatto che “poco importi a un bambino che si sia formato in provetta o in una pancia”basta documentarti per trovare innumerevoli testimonianze opposte al riguardo.
        Infine, capisco perfettamente che se tua madre ti dicesse che sei cresciuta in una pancia che non è la sua non ti cambierebbe nulla. Ma come può essere accettabile che a migliaia di bambini sia negato il diritto a conoscere la propria madre, perché i contratti che vengono stipulati (magari da una facoltosa coppia di omosessuali e sottolineo facoltosa perché gli omosessuali indigenti saranno tagliati fuori…) vietano espressamente i contatti tra i nascituri e le donne che li hanno portati alla vita? Sacrifichiamo i diritti di un bambino prima ancora che nasca, decidiamo della sua vita, in ossequio di un presunto diritto ad avere un figlio a tutti i costi??!! Questo lo trovi giusto? Se questo è evolversi preferisco non essermi evoluta.

        • Iaia De Rose ha detto:

          Frase mia, quella che citi, che era EVIDENTEMENTE una battuta. A meno che tu non creda realmente che io sia terrorizzata dalle doppie punte. Ora io tutto nella vita posso cercare di capire. Ma come ci siano ancora persone che non comprendano l’ironia palese ecco, quello per me resterà un mistero insondabile. E a questo punto… Mani in alto e mi fermo.

          • Rebecca ha detto:

            Guarda, se una che l’ironia e l’autoiroinia la coglie e l’apprezza e ne fa “uso” (altrimenti non si va proprio avanti nella vita) sono io. Ma dimmi che non c’era un briciolo infinitesimale di verità percepita da te in quella frase e ad alzare le mani sarò io. Se non è così sono strafelice di non aver colto stavolta!!! 😉 e mi scuso.

          • Iaia De Rose ha detto:

            Ma proprio no. Finiva così proprio come paradosso. Ma a me sembra così evidente che non saprei neanche spiegarlo.

  • Alessandro ha detto:

    Ciao Iaia questo è quello che si dice saper dire le cose in maniera diretta,intelligente e lucida,
    io sono un esempio di figlio di famiglia “classica”,che ogni giorno si trovava a dividere i genitori
    che si picchiavano un giorno si e l’altro pure,e ora che sono passati tanti anni e loro non ci sono più,faccio fatica a ricordarmi i momenti felici passati con loro in questa famiglia “classica”
    hai pienamente ragione in tutto,anche le luci sul palazzo in nome nostro ma chi lo ha chiesto?
    ciao sei stupenda

    • Iaia De Rose ha detto:

      Grazie Alessandro. Mi fanno davvero piacere le tue parole. Ti abbraccio e ti sono vicina per quello che hai vissuto. E ti auguro un futuro splendente.

      • Alessandro ha detto:

        Si il mio presente me lo sono costruito da solo e sono orgoglioso sempre positivo per
        il futuro,a breve diventerò padre e ho imparato cose che sicuramente non farò vivere
        a mio figlio,io ti ringrazio perchè sei molto dolce e le persone di cuore si vedono subito e
        tu lo sei.

  • Alessandra ha detto:

    Non ci piace ma viviamo ancora in un’Italietta bigotta, che tutto è convinta di sapere e tutto è convinta di poter giudicare. Purtroppo per questa povera Italietta l’ombra del campanile segna ancora la comune veduta. Tutto ciò che c’è oltre quel l’ombra e quel campanile non è giusto, non è opportuno..
    Dobbiamo essere uniti oggi affinché almeno le generazioni di domani non abbiano a vivere i paradossi e le ipocrisie che hai ben descritto tu. È così bello battersi anche per i diritti degli altri, in un solo minuto ci rende cento volte più ricchi nell’anima!
    Coraggio, coraggio, coraggio!

  • Manu ha detto:

    Condivido ogni parola e mi vengono i capelli tutti dritti in testa quando sento parlare di adozione a coppie omosessuali questo genere di persone.
    Si perché chissene frega se crepano nel mediterrano, se sono resi bambini soldato dall’Isis, se sono violentati e picchiati, chissene frega se ci sono paesi in cui le bambine non possono studiare ma GIAMMAI CHE POSSANO AVERE DUE MAMME O DUE PAPÀ! Allora li bisogna difendere il principio della vita (?)! Li si che serve scendere in piazza a manifestare!
    Mia cugina è lesbica, è un medico, è una brava persona, è una brava mamma. Vive in Canada con sua moglie e sua figlia adottata. Non fanno NIENTE di diverso rispetto alle famiglie tradizionali(ma poi tradizionali per chi?). Litigano, portano la bimba al parco a prendere il gelato, fingono che il 24 notte arrivi babbo natale dal camino e poco importa il camino sia finto, fanno l’amore quando la bimba si addormenta cercando di non far rumore per non svegliarla (che scandalo per carità vagina/vagina è peccato!) e le vogliono un bene dell’anima. È una bambina come tante, a cui non frega NIENTE di avere due mamme.

  • Samuele ha detto:

    Sante parole. Poco da dire.

  • Delia ha detto:

    Secondo me si é un attimo persa la bussola .. a me non frega niente se uno sia gay o etero. Equivale a biondo o castano. Ma che “peccato” vagina/vagina. Evviva tutto facciamo quello che vogliamo. E giustissimo é che anche le persone gay possano sposarsi e starsi accanto con i diritti e i doveri di tutte le persone sposate di sto mondo. Ma avere figli secondo me non é un diritto.. per nessuno. Per etero o per gay. io sono etero ed aspetto un bimbo ma non penso che sia mio diritto essere madre. La provvidenza Dio la natura chiamatelo come vi piace mi ha permesso di provare a mettere al mondo una vita. Se non mi fosse stata concessa questa possibilità non avrei potuto recriminare o lamentarmi in nessuna sede perché essere genitori naturali non é un diritto. Per nessuno. Per questo penso che sia meglio, invece che avallare la legge Cirinnà in toto e subito, procedere per gradi e studiarla meglio. Per questi motivi non sono contro al Family Day. Con tutto rispetto nei confronti di chi la pensa diversamente da me. Senza livore e senza scaldarsi tanto che non é il caso.

    • Manu ha detto:

      Ciao Delia, la mia ovviamente era ironia:) Scaldarsi un pochino su questi temi penso sia giusto, sono cose importante e che riguardano tutti noi. Io trovo sia un po’ retorica la questione diritto o non diritto. Sei contro l’adozione in generale? Nel senso se una coppia, a prescindere da come questa sia composta, non può avere figli e ci sono invece bambini senza i loro genitori, per quale motivo dovremmo negare un’adozione?

      • Delia ha detto:

        Ma io ho parlato di figli naturali, non di adozioni. Nel mio piccolo e per quel che vale non “nego” adozioni a nessuno. Perché l’amore la cura l’educazione sono qualcosa che proviene da un adulto equilibrato, non da un adulto eterosessuale. Di persone non equilibrate cattive pervertite o pericolose c’è pieno il mondo e possono essere sia etero che gay. In tante discussioni ho letto persone che rivendicano maternità e paternità come un diritto. Acquisito per gli etero e negato ai gay. E la trovo una cosa allucinante, appunto perché come dicevo prima, per me un figlio non é un diritto. Per nessuno.

        • Manu ha detto:

          Allora in realtà, se non ho capito male, non stiamo dicendo poi cose molto diverse. Io non mi impunto su una questione di “diritto” di maternità, onestamente non me l’ero neanche mai posta come domanda, perché la ritengo un po’ passami il termine “inutile”. Quello che dico è ad oggi in Italia una legge nega l’adozione ai gay e la permette agli etero, perché non dobbiamo cambiare questa legge posto che, almeno per me, dire gay è come dire biondo? Dire no ai matrimoni e all’adozione, per me è come dire neghiamo l’adozione e il matrimonio alle persone bionde. In altre parole, se non c’è un diritto, perché deve esserci un diniego?

          • Iaia De Rose ha detto:

            Sono perfettamente d’accordo con te. Ai miei amici gay (maschi o femmine) dico sempre questo “Per me è come se mi stessi spiegando perché sei biondo!” È assurdo che si debba spiegare! È assurdo che si debba motivare!!! Che poi siamo tutti tanto bravi a parlare ma il sesso, il piacere, l’amore sono diversi per ognuno ed è giusto che sia così!!! E sono d’accordo con te anche sul resto! Chi decide che qualcuno abbia il diritto di diventare genitore è qualcun altro no? Se è solo una questione di “natura” allora come ci comportiamo nei riguardi delle tante donne sterili, per esempio?

        • Iaia De Rose ha detto:

          Eh beh che una coppia omosessuale possa avere un figlio naturalmente la vedo dura. È chiaro che si parla di adozioni. E io, appurato che il genitore adottante debba essere sottoposto a severi controlli (che già esistono), non vedo cosa cambi se sia etero o gay.

          • Delia ha detto:

            Va beh. A me sembra che, coinvolte infervorate e forse più sanguigne di me, vi siate inalberate alla terza riga senza leggere con calma tutto quello che ho scritt in più risposte. Che alla fine, basta leggere con calma, differisce di poco da ciò che dite voi. Differisce, per carità, ma su diversi punti siamo d’accordo. Per esempio, delle coppie sterili ho parlato, ho detto come la penso. Mentre vedo che mi viene posta la domanda “e allora con le coppie sterili come la mettiamo??!?”. Bastava leggere con calma. Ma non ho più voglia di questa agitazione. Pensavo che qui, tra donne, si potesse parlare anche se non si é perfettamente sulla stessa lunghezza d’onda. Mi dispiace, lo confesso, constatare che invece non sia così. Sarebbe bello che qualcuno rispondesse smentendomi. Giusto per coerenza, perché al mondo “c’è posto per tutti”.

          • Iaia De Rose ha detto:

            Guarda che ho letto che ti sei pronunciata sulle persone sterili. Quello che io non capisco è cosa differenzi una persona sterile che desidera crescere un bambino e una persona omosessuale che desidera crescere un bambino. Per me non c’è alcuna differenza. Riguardo l’infervorarsi… Io sinceramente non vedo nessuno infervorato, ma solo persone con opinioni diverse.

  • Delia ha detto:

    Prima penso sia doveroso rendere l’adozione una cosa possibile a tutti i potenziali meritevoli genitori adottivi. Non solo riservata a coloro che hanno decine e decine e decine di migliaia di euro pronti da investire. Perché le adozioni siano adozioni, e non acquisto di bambini.
    Poi incontra di più la mia forma mentis il gradino della stepchild adoption.
    E solo infine, forse sono retrograda, ma istintivamente a parità di caratteristiche resto più propensa ad affidare un bimbo ad una coppia eterosessuale. A parità di caratteristiche, lo ripeto.
    Mentre uteri in affitto .. questi no. Mai. Etero o gay. Se sei gay non puoi essere genitore naturale. Si può essere sterili (e non oso immaginare il dolore) e quindi non puoi procreare. Ma se sei gay significa che desideri un partner del tuo stesso sesso e con lui/lei non puoi concepire nessuno.

  • manuela ha detto:

    hai perfettamente ragione iaia, il problema è che nel 2016 si debba ancora assistere a razzismi sugli omosessuali, ma l’italia è sempre stata arretrata mi dispiace dirlo
    come sempre sei favolosa e ironica
    baci

  • Delia ha detto:

    Io per me stessa, prima di iniziare a cercare un figlio, ho detto a mio marito che qualora fossi risultata sterile non mi sarei sottoposta a nessun tipo di stimolazione o procedura forzata ed artificiale per tentare di averne. Ovviamente chi invece vuole lo faccia. Fecondazione assistita, in vitro.
    Pratiche mediche o biologiche che invece contemplano l’utilizzo di materiali che provengono da fuori della coppia (etero o gay che sia) non mi vedono d’accordo e sono ben felice che la legge del mio paese non lo permetta.
    Una coppia omosessuale per avere figli naturali deve per forza ricorrere a uteri in affitto o in prestito da amiche, o banca del seme o amico che ti regala lo sperma. Funziona così non ci sono altri modi. Ed a questo io sono contraria. E lo sarò sempre perché PER ME non ha senso.
    I figli si fanno tra persone di sesso diverso. Punto. Se sei gay non puoi concepire nessuno.
    Tutto ciò che va oltre é PER ME abominevole tanto quanto la clonazione.
    E supera in maniera indecente il diritto di un bambino. Che NON CHIEDE di essere messo al mondo. É per egoismo dell’adulto che lo si va a cercare usando o peggio pagando il corpo di qualcuno che non é il nostro partner. Di chi si calpestano i diritti, così?
    Perché di questo si parlava .. di diritti. É diritto di un bambino ancora nemmeno in fase embrionale essere concepito in maniera forzata e totalmente contronatura da due gay che si fanno ingravidare da un estraneo?
    Secondo me no. Secondo voi sì. Non siamo d’accordo. Penso sopravviveremo. Me lo auguro.
    E nessuno, NESSUNO, che abbia fatto una parola sulla PORCHERIA delle adozioni in questo paese. Che sono vendite di bambini, niente di più. Almeno 40 mila euro per adottare un bimbo, e mesi di aspettativa al lavoro. Sempre che te la diano.
    Crediamo di avere il voto, per difendere la nostra idea. Spero sia così ma ho dei forti dubbi.
    Buona serata ragazze.

    • Giulia ha detto:

      Però scusami, non ho capito che cosa ti faccia inorridire di più: il fatto che due omosessuali cerchino di avere un figlio biologico – il che per forza di cose implica un’eterologa e/o un utero in affitto – oppure il fatto che facciano i genitori? Perché nel secondo caso dovresti essere contraria anche alle adozioni da parte dei gay. Sennò vorrebbe dire che secondo te i bambini da dare in adozione sarebbero figli di serie B da affidare a coppie anch’esse di serie B, della serie: non ci sono abbastanza coppie etero idonee disponibili, non possiamo accettare che due omosessuali abbiano figli biologici perché sarebbero genitori degeneri che soddisfano solo un loro bisogno egoistico, e quindi gli diamo il ‘contentino’ con un ragazzino bell’e pronto generato da una perfetta coppia etero che non ha voluto o potuto occuparsene. Non ti sembra un’aberrazione?

      È ancora: alla base del desiderio di avere un figlio almeno in parte biologico c’è un desiderio/bisogno fondamentalmente egoistico? Certo. Ma non solo da parte dei gay. Anche noi etero mettiamo al mondo figli ‘nostri’ per avere un pezzo di noi che se ne va in giro per il mondo. È questo è fondamentalmente un bisogno NOSTRO, non del bambino o dei bambini non ancora nati, perché se si trattasse soltanto di dare amore e allevare un bambino ce ne sarebbero milioni rifiutati da qualcun’altro che aspettano solo due genitori che li vogliano, senza contare che il pianeta sta per esplodere per la sovrappopolazione quindi fare altri figli non è esattamente un’idea geniale al momento. E invece, guarda un po’, la maggior parte di noi vuole il pancione, la gravidanza, il bimbo con i capelli di mamma e gli occhi di papà. Ammirevole e romantico, ma irrimediabilmente egoistico.
      Io non faccio eccezione. E neppure tu. Solo che per noi etero fertili realizzare questo desiderio è un po’ più facile.

      Prima di puntare il dito sugli egoismi e pretese altrui, forse dovremmo considerare se non siano poi così simili ai nostri.

      • Delia ha detto:

        Giulia. Ho già scritto e lo ripeto solo perché odio che mi si mettano in bocca cose che non ho detto : non sono contraria a priori alla stepchild adoption. Ho dovuto pensarci, ma non sono contraria.
        Sono anche convinta che educazione amore e tutto ciò che serve ad un bimbo provengano da un adulto equilibrato, qualunque cosa gli piaccia fare sotto alle lenzuola con adulti consenzienti. Quindi nemmeno mi dico contraria all’adozione da parte di coppie omosessuali nei confronti di un bambino senza genitori.
        E non ho più voglia di ripetermi. Puoi rileggere le cose che ho scritto.
        Capirai immagino che per due persone eterosessuali procreare sia normale.
        Per due persone omosessuali non lo é. Anzi é contronatura. La differenza tra l’unione di un uomo ed una donna che dà vita ad un piccolo e gli uteri affittati o comprati di due omosessuali penso non sia nemmeno il caso di scriverla. Mi sembra sciocco.
        Quando sono rimasta incinta mi sono domandata più volte..avrò fatto la cosa giusta?questo bimbo non mi ha chiesto di essere messo al mondo.. ma poi ho capito che la natura é così. É normale che intervenga per farci desiderare bambini e portare avanti la specie.
        E cosa vuoi che ti dica, spero che mio figlio mi perdonerà.
        Ah e ti confermo. Inorridisco e sono fermamente contraria al fatto che due gay ricorrano a fecondazioni varie per far nascere un figlio che sia “loro”.

  • L'Anemico ha detto:

    Ammazza laggente che ha scritto! E’ uno dei tuoi post più popolari! 🙂
    A parte il fatto che ho avuto problemi ad accudire il vedovo di mia madre che mi ha fatto da padre per quindici anni perché i medici non mi davano retta, non essendo suo parente (…), sono d’accordo sul fatto che l’ignoranza su questo argomento sia abissale. Ed è apparsa persino in queste risposte..
    Infine, posso dire che non ho trovato neppure UNA persona che mi sia parsa dotata di intelligenza dire qualcosa di argomentato a favore del Family Day?
    Voi?

  • Delia ha detto:

    io posso solo dire che non mi sono permessa di dare dell’ignorante a nessuno, mentre in più vostre risposte e purtroppo anche nel post l’ho letto e riletto.
    Non vi fa grande onore, sono certa che avreste potuto rispondere o esporre il vostro sacrosanto pensiero senza insultare chi non la pensa come voi.
    Ma forse sono strana io, che amo il dibattito ed il confronto. E non sento il bisogno di insultare nessuno per rafforzare la mia tesi.

    • Giulia ha detto:

      Se ti riferisci a me, non ho mai avuto intenzione di darti dell’ignorante e mi scuso se te ne ho dato l’impressione. Probabilmente è un mio limite, ma mi urtano profondamente le prese di posizione intransigenti in generale e non solo su quest’argomento, per cui alle tue risposte ho reagito piuttosto piccata. Lungi però da me il voler insultare te o chiunque altro.

  • Alessia ha detto:

    Condivido OGNI SINGOLA parola di questo post… ma che filosofia di vita è impegnarsi a scendere in piazza perché la vita di altre persone non migliori? La filosofia della frustrazione? Non è meglio piuttosto spendere la stessa energia per migliorare la propria vita cercando di lottare per i propri diritti? E poi vogliamo finalmente comportarci con rispetto verso gli orientamenti e le scelte PERSONALI degli altri? Invece di preoccuparci di come spiegare ai bambini la diversità (che tra l’altro i bambini non percepiscono come diversità finché la loro testolina non viene fuorviata dalle idee distorte di qualche adulto), insegnamo loro il rispetto di chi è diverso per fisicità, per situazione familiare, per orientamento sessuale e religioso, che la diversità arricchisce, non porta danno! E anch’io mi chiedo, quando vedo intorno a me la maleducazione ed il mancato senso civico di tante persone, quanto sia efficace il modello di famiglia “tradizionale” che tanto si vuole proteggere (ma proteggere poi da che cosa? Io non vedo minacce…)

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