Sanremo 2016: i look femminili della terza serata

Quanto mi piace la celebrazione dell’alta moda che ogni anno fa la sua parte sul palco del Festival di Sanremo.

Del resto la televisione, lo spettacolo in genere, non è certo la cardiochirurgia e non dovrebbe esserci nulla di serio nel mestieri di noi intrattenitori, un mestiere che in inglese di traduce “To play”, che vuol dire anche giocare.

Non c’è spettacolo senza leggerezza, senza sogno, senza bellezza. È tutto qui. Serve a questo lo spettacolo. A far “godere” dello spettacolo, appunto 

La moda in questo gioca un ruolo fondamentale. Abiti, costumi di scena, trucchi e parrucchiere, lustrini e paliette. 
Troppi, i lustrini e le paliette, forse, sul primo abito di Madalina Ghenea, firmato Vionnet. E quelle frange che ingigantiscono anche il suo microscopico sedere. 

  
E poi… Solo io ho pensato tutto il tempo a Natalia Titova? Dite la verità… 

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Bellissima Noemi che, finalmente, svolta nel super glam e ci riesce benissimo. Chiara dimostrazione di come anche una fisicità morbida possa ottenere un effetto super chic se valorizzata dal giusto taglio.

Ora però, Noemi, possiamo tagliar via l’orrido dread?

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Coraggiosa e meravigliosamente strafottente, come sempre, la grande Patty. Non sbaglia un colpo e vince facile. Quando si ha quel fisico lì, quel portamento lì, quell’eleganza lì ci si può vestire anche con un Mocio Vileda. E infatti lei ha pensato di metterselo in testa. Touchè! 

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Debora Iurato, vergognosamente abbandonata a mezzo stampa da uno stilista che non nominerò perché non merita pubblicità, ripiega su un completo dal taglio banale e non convincente.

La capisco, povera Debora, c’è rimasta male e tenta di andar sul sicuro non osando troppo. Forza Debora! Sei brava e giovane! Puoi permetterti di sbagliare e ritentare tutte le volte che vuoi! Buttati! 

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Adoro il rosso sulle rosse. Un accostamento coraggioso me vincente: a patto che, in chi lo osa, ci siano caratteristiche come eleganza, stile, carattere. Annalisa le ha tutte. Promossa a pieni voti.

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Rosso anche il secondo abito di Madalina. Un abito favoloso, già indossato da Victoria Beckham, che infatti mi fa tanto Spice Girl. O Anna Tatangelo. 

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Bello il candore dell’abito di Dolcenera che sfoggia un fisichino niente male e un insospettabile seno effetto wow.

Forse troppi spacchi, ecco. Del resto la regola vuole che se si scopre il décolleté si debbano coprire le gambe. A meno che non si sia Valeria Marini 

Però, Dolcenera, non potremmo schiarire un po’ quei capelli? Facciamo un bel castano miele? Con quel viso bellissimo, secondo me, ti donerebbe molto.

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Irene Fornaciari
, che dire? Che cos’è questa roba? Un accozzaglia di stili senza senso. Un completo che vorrebbe, credo, essere maschile, ma la taglia della giacca è sbagliata e da androgino a informe il passo è breve.

I pantaloni cadono male sulle scarpe, Derby senza stringhe, moda di due anni fa.

E che cos’è quella roba che penzola dietro? Organza? Tulle? Chiffon? Perché? 

Tutto sbagliato.

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E brava Arisa! In questa serata, per me, vince con un abito ironico e brioso, dalla linea morbida ma ben studiata, che mette allegria. Avrei tolto le calze e osato tacchi più alti. Ma ho il sospetto, come già detto, che Arisa nasconda un dolce segreto. Dopo questa mise ne sono ancora più convinta.

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Terribile il terzo abito di Madalina, che mi ricorda un copricostume. Non le dona, cade male e il sottogonna è stretto e tira sui fianchi.

Per di più la coda non intralcia la camminata quindi questo gesto di sollevarla mi risulta del tutto incomprensibile. Ma sono tante le cose di Madalina che non comprendo. Per esempio cosa ci faccia lì. E credo che rimarrà un mistero per tutti noi.

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La Michelin è brava, ma devono averla castigata in un camerino con specchi di legno. Che cos’è questa roba? Del resto, come ha sottolineato una meravigliosa Donatella Versace proposta ieri sera da Virginia Raffaele “Sanremo è come la moda: metti insieme delle cose a caso e speri che vada bene…”

Ecco quindi mettiamo insieme: un bel revers, sei bottoni rivestiti di raso in stile smoking, un pantalone cascante ne troppo ne troppo poco che arriva all’altezza sbagliata. Poi tempestiamo tutto di occhietti di palliettes rubati alle scarpine cheap della Ferragni, aggiungiamoci un calzino bianco va, che da il tocco alternativo. E per non farci mancare niente un paio di orologi che richiamino il bianco e nero, che non passa mai.

Francesca, a sto giro, a metter insieme cose a caso mi sa che non t’e andata bene. 

Al prossimo incantesimo…

9 Comments

  • Manuela ha detto:

    Mi è piaciuto l’abito rosso di magdalina e le stava molto bene.
    Promuovo anche io il look di Annalisa ma le altre non mi hanno convinto. … ma chi veste Michelin o la fornaciari?
    Baciiiiiiiiii

  • Manu ha detto:

    brava Iaia sempre spiritosa e intelligente! D’accordissimo con te su tutto, con solo una piccola eccezione, forse non le donava tantissimo ( e sicuramente per una donna così bella ci vuol poco a valorizzare un abito), ma il vestito stile Titova a me è piaciuto! Ma sono un caso a parte, datemi delle perline e divento scema! Se proprio devo fare un’osservazione, consiglierei alla bellissima Madalina di farsi dare un paio di consigli da Patty Pravo su come scendere le scale. E se temi lo scalino killer, non tenere il vestito in stile contadinella guardando a terra, ma prendi esempio da Nicole Kidman, e sbattendo gli occhioni digli “Carlo mi vieni a prendere?”. Sono certa che persino dalla platea avremmo trovato dei volontari.
    un bacione

  • ary ha detto:

    Capito qui per caso, ma alcune cose mi offendono l’occhio, specie se arrivano da una sedicente esperta di moda e blogger influente… dico quelle che mi vengono in mente senza perderci troppo tempo… è Vionnet e non Vionette (Sic), paillettes e non paliettes, poi non sono d’accordo su parecchi giudizi, la Michielin era graziosissima, il criticare le mise perché “non alla moda”… bisogna essere personali e uniche, non per forza “alla moda”… fa tanto provinciale :))))))

    • Iaia De Rose ha detto:

      Dunque… Di aver segnalato gli errori di battitura ti ringrazio. Come già detto scrivo alle due di notte, sono molto stanca. Prometto di correggerli appena possibile. Trovami dove avrei criticato una mise dicendo che “Non è alla moda”. Se ti riferisci alle scarpe della Fornaciari dico una cosa ben diversa. Ma mi rendo conto che, forse, si tratta di un’esagerazione troppo sottile.

    • Iaia De Rose ha detto:

      Ps. Io non sono esperta di niente. Ma, ti assicuro, neanche tu.

  • Liz ha detto:

    Sei veramente fantastica Iaia: non finirò mai di ripeterti quanto mi piace il tuo modo di scrivere!!! E condivido tutto: la mia preferita è Annalisa! Voce meravigliosa e look azzeccatissimi, che valorizzano la sua finezza e la sua eleganza! Per me è la migliore!

  • ary ha detto:

    Dunque… stavo quasi complimentandomi con te per l’onestà intellettuale nell’aver pubblicato il commento e avermi risposto, poi ho visto l’altro tuo commentino, a cui manca solo un “gnè gnè” e “specchio riflesso”, e vabbé. A parte che non mi conosci, potrei benissimo essere davvero un’esperta, che ne sai? Accettali gli appunti, ogni tanto, ci guadagneresti soprattutto tu, ma poi fai come vuoi, io vivo lo stesso 🙂 Quanto al tuo appunto sul non essere abbastanza neuronizzata per stare al passo con il tuo livello di scrittura e acume, beh ne prendo atto, come tu ammetti i tuoi errori di battitura, (che non erano typo ma parole scritte intenzionalmente in quel modo, non mi scandalizzo di certo per un semplice errore di battitura, siamo tutti umani), potrei aver letto un po’ troppo distrattamente.
    Al di là di ciò la mia opinione era che si può essere stilose e uniche anche se non uniformate a cosa vorrebbero piazzare gli stilisti per l’anno xxxx. È o non è uno dei tuoi cavalli di battaglia?
    Ma tolgo il disturbo e ti lascio alle tue certezze granitiche, casomai “viro” verso siti più credibili…
    Adios

    • Iaia De Rose ha detto:

      Per essere una che “non avrebbe voluto perdere troppo tempo” su questo sito non credibile ti ci sei impegnata parecchio eh! Che voglia che hai!!! Ahahah!

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