Saint Tropez: Boho-chic, selvaggia e snob… Come me.

Saint Tropez
Saint Tropez

Io credo nelle vite precedenti. Del resto che strega sarei se pensassi di esser stata sempre e solo Iaia? Ogni giorno intorno a me colgo segnali che mi dimostrano quanto l’universo stia tramando per la nostra felicità raccogliendo emozioni, profumi ed esperienze che non ricordiamo di aver già vissuto per rimandarceli oggi, rendendo la nostra anima eterna.
Nel mio passato devo esser stata, senza ombra di dubbio, una Bohemienne. Sono sempre stata un’artistoide, creativa, anomala, imprevedibile. La ribelle della famiglia, quella che non ci stava ad esser come doveva essere, quella a cui ogni definizione stava stretta! Quella che, semplicemente, se ne infischiava.
Vivrei scalza, se potessi, coi capelli che sanno di salsedine, in riva al mare perché é da lí che provengo. Ballando e cantando per turisti di passaggio, perché no. Potrei legger loro le carte… Credo ne rimarrebbero soddisfatti.

Iaia De Rose Saint Tropez

Iaia De Rose
Saint Tropez

C’é un posto, una piccola cittadina sul mare, dove io mi sento a casa. Un posto dove so di aver già vissuto e in cui so che tornerò a vivere: Saint Tropez.
Ci sono stata di nuovo, partendo venerdì da una Milano intasata di traffico, per 4 giorni. Giorni meravigliosi, irripetibili ed unici. Io e lei, Saint Tropez, selvagge e snob quanto basta. Sacre e profane al punto giusto. Due femmine in cui si intrecciano lusso e sregolatezza, alterezza e carnalità. Due zingare. Due streghe.
Saint Tropez é un paese sul mare. La raggiungono Yacht provenienti da tutto il mondo, sui quali il lusso é ormai noioso, per cercare qualcosa di piú attraccando nel suo porticciolo variopinto di personaggi sopra le righe che ti accolgono come in un film Anni 60. Pittori ed artisti sulla banchina ti ubriacano d’arte istintiva e emozionante alla quale é impossibile resistere.

Iaia De Rose Saint Tropez

Iaia De Rose
Saint Tropez

 

Saint Tropez é un nugolo di viottoli, dove negozietti tipici bohémienne e provenzali ti riempiono gli occhi dei colori dei cappelli di paglia, delle borse intrecciate, dei sandali tropezienne e di caftani di sangallo. A fianco gli stessi cappelli, gli stessi caftani, le stesse borse ad un prezzo decuplicato perché lì sono “tres-chic”, perché quella é la boutique dove s’é vista Angelina Jolie la settimana prima, e il sogno si paga. Profumatamente.
Borse da pochi spiccioli e borse da migliaia di euro convivono in armonia come nel cuore di ogni donna convivono impulsi bassi e ideali altissimi, che ci fanno vibrare la pelle.
Ho girato ipnotizzata tra le varie vetrine e avrei comprato tutto, perché tutto ha qualcosa di magico in quel posto, ma poi ho scelto il mio negozietto preferito. É senza ombra di dubbio Swan’s, rue de Clemenceau 6. Se passate di lì non perdetevi le sue creazioni ricercate e un po’ gipsy, i gioielli preziosi e i braccialetti di corda e soprattutto i meravigliosi cappelli. Il mio, che vedete nelle foto, arriva da lì.

Iaia De Rose Club 55

Iaia De Rose
Club 55

 

 

Saint Tropez é il pesce crudo mangiato con le mani, anche nei ristoranti piú blasonati dove non entri se non conosci il proprietario e ti tocca una fila di un’ora, ma poi ne vale la pena fosse anche solo per la Tarte Tropezienne (e se non sapete cos’é dovete provarla, subito!)

Io ho letteralmente adorato le ostriche e le crudité di Le Girelier, ristorante frequentatissimo sul porto, il loro Fois Gras e i gambas col riso profumato.
Proprio di fianco a le Girelier c’é L’Escale dove troverete i crostacei piú buoni di Saint Tropez e cenerete su un tappeto di sabbia di mare.

Iaia De Rose L'Escale

Iaia De Rose
L’Escale

 

 
Occhio ai vini, tutti eccellenti ma anche decisamente pericolosi, almeno per me che non reggo nulla e che poi ho pensato bene di fare un salto a Les Caves Du Roy, credendo che tanto non sarei mai riuscita ad entrare e sottovalutando, invece, il potere dei capelli biondi. É inutile. Non falliscono mai. Per noi bionde le code d’attesa non esistono. Devono essere un’invenzione delle more.
E cosí mi sono ritrovata a bere champagne sotto spruzzi di vapore colorato e una pioggia di coriandoli dorati che scendevano chissá da dove. Cose che accadono, a Saint Tropez.

Saint Tropez sono le lunghe spiagge di sabbia di Ramatuelle e Pampelonne, dove il mare é blu profondo e poi a tratti di un verde trasparente quasi caraibico e dove l’acqua ora é gelida ma meravigliosa.

Troverete spiagge private e lussuosissime di fianco a stabilimenti liberi dove si pratica naturismo. Nulla di cui scandalizzarsi, a Saint Tropez é normale!

Iaia De Rose Nikki Beach

Iaia De Rose
Nikki Beach

Potete farvi viziare al Nikki Beach, dove ogni richiesta viene esaudita da uno stuolo di eccezionali inservienti abituati ad esaudire i desideri delle piú importanti star al mondo, dove i lettini prendisole sono comodissimi materassi, bellissime modelle sfilano in caftano tra i tavoli, viene servito rosè ghiacciato e si mangia un’insalata thai che é un vero e proprio viaggio sensoriale.

Iaia De Rose Club 55

Iaia De Rose
Club 55


Non potrete perdervi Le Club 55. In origine pochi tavoli, sistemati sotto un canneto da una coppia di hippy. Roger Vadim girò proprio lì “Et Dieu Crea la femme” e la spiaggia divenne un luogo cult per i turisti di tutto il mondo. Ho pranzato anch’io su quegli stessi tavoli di giunco, ancora oggi ricoperti di tovaglie provenzali, con una sola differenza: Club 55 oggi serve circa 1000 pasti al giorno e i camerieri si destreggiano tra gli ospiti che siano star hollywoodiane o bionde ragazze italiane. Poco importa chi sei, a Saint Tropez.
Saint Tropez ti autorizza e non ti biasima, ti eleva e ti riporta a terra, a rotolarti nella sabbia col vento che sa di mare. A Saint Tropez puoi sentirti una diva, come Brigitte Bardot che di questa cittadina é simbolo, icona e madre. Puoi indossare una ridicola coroncina sulla testa dalle dieci di mattina e sorseggiare Sex on the Beach a bordo piscina e poi lo stesso giorno, camminare in riva al mare coi capelli arruffati, il naso scottato, la pelle salata. Vestita di nulla se non d’amore stringere la mano della persona che l’universo ti ha voluto mandare, come un regalo atteso da tempo, annusare nell’aria l’odore di quello che conta. Guardare l’orizzonte dove tramonta un sole rosso di follia e pensare che é lì che un giorno vivrai.
Perchè Saint Tropez non la dimentichi. Saint Tropez non ti dimentica.
Saint Tropez é il posto dove tornare.

2 Comments

  • Donataelisabetta scrive:

    Nessun commento ancora su questo tuo post! Allora voglio essere la prima, anche se non per scelta! Se tu hai sempre avuto la sensazione di essere stata in passato una bohemienne, io invece sono convinta di essere stata un araba danzatrice del ventre. Perche’ danzatrice del ventre nella mia vita attuale lo sono stata per ben otto anni! Quello che ci lega profonamente ad alcune culture e sensazioni che alcuni posti ci danno, va ben oltre il semplice piacere. E’ qualcosa di molto forte e inspiegabile, quasi genetico. Difficile da spiegare. Credo che tu possa capire, da quello che scrivi in questo post. Cmq mi hai fatto venir voglia di visitare questa citta’ dove ancora non sono stata. Ti terro’ aggiornata, magari quest’estate… ;) TheGingerWitch

  • sandro scrive:

    Vado da anni a Saint Tropez e sono appena tornato da una settimana, non ci vado per le ferie, Saint Tropez ti vuole come una meteora, devi inebriarti, e poi fuggire, senza lasciare rimpianti, io faccio puntate, 4/5 giorni. Voglio solo citare, oltre a tutti i posti già elencati, l’Operà sul porto a fianco dei mega yacht, ma in particolare il: le Dit Vin localino in una stradina in salita sopra il porto dove incontri spesso Cavalli e alte celebrità mescolate senza alterigia a chiunque si fermi li.Mi è piaciuto il tuo articolo, in quanto raffigura in modo preciso la magia di Saint Tropez, questo passare dal sacro al profano senza fermate intermedie, solo per intenditori.

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