Inganniamo il metabolismo

Nello scorso post dedicato alla nutrizione, avvalendoci della nostra Wellness Witch Giorgia Visentini, nutrizionista biologa, abbiamo affrontato lo spinoso tema “metabolismo”.

Che cos’è? Davvero “rallenta”? Esistono persone geneticamente avvantaggiate nel rimanere “magre”? 

Il post lo trovate ——> QUI

Ora, nuovamente con l’aiuto di Giorgia, vediamo come conoscere il nostro metabolismo e farcelo amico una volta per tutte.

A te Giorgia! 
Mmmm… Dove siamo rimasti? Dicevamo, che da una parte ci sembra semplice mangiare un po’ meno per poter perdere qualche kiletto, ma che dall’altra non appena il corpo capisce che stiamo perdendo grasso, attua una serie di meccanismi compensatori.. che fare allora? Le cose si fanno complesse… dobbiamo farlo alla “ chetichella”, senza farglielo capire in pratica….

Si ma dicci cosa dobbiamo fare !!! ok, ok… allora…

E’ senz’altro vero che una persona (soprattutto se sedentaria) tende ad accumulare l’eccesso di glucidi sotto forma di tessuto adiposo ed è altrettanto vero che un loro taglio nell’immediato si traduce in una momentanea e rapida perdita di peso.

Tuttavia è estremamente importante, per NON PERDERE L’AFFINITÀ DELLE NOSTRE CELLULE AL GLUCOSIO E PER NON FAR ADDORMENTARE LA LEPTINA (ormone bruciagrasso per eccellenza che si assopisce durante una dieta ipocalorica e che è strettamente legata ai picchi di insulina), non scendere sotto un livello minimo di carboidrati durante la restrizione calorica o comunque effettuare ciclicamente ricariche di carboidrati proprio per rialzare i livelli di leptina circolanti ed evitare l’impigrirsi del metabolismo.

E qui ribadisco, se no io che ce sto a fare??????

Detto questo, una volta appurato che probabilmente il nostro metabolismo è un po’ assopito per vari errori che abbiamo commesso… come fare per farlo ripartire?

Sono 4 i principali fattori che agiscono sulla funzionalità metabolica:

1. Quantità di massa magra

2. Maggior presenza di enzimi glicolitici/ossidativi ( ossia bruciagrasso)

3. Maggior densità mitocondriale

4. Maggiori riserve di glicogeno

 

Sono tutti segnali di un metabolismo ben avviato e che gira bene.

In poche parole significa avere una buona presenza di muscolatura attiva, per avere cellule efficienti che siano in grado di ossidare tutto quanto il cibo ingerito.

Come agire su questi fattori?

È qui che entra in gioco la “ reverse diet ”: letteralmente dieta inversa.

Ci hanno sempre inculcato l’idea che per dimagrire ulteriormente bisogna toglier, togliere, togliere… in realtà in alcuni casi è necessario aggiungere.

Ho detto in alcuni casi, giù le mani dalla scatola dei pandistelle…..

La reverse diet a volte è l’unico modo per aumentare il metabolismo dando al nostro corpo più carburante, ovvero mangiando di più: infatti, finché il corpo è carente di macro e micronutrienti, il nostro metabolismo sarà lento e PIÙ CERCHEREMO DI METTERCI A DIETA, PIÙ TROVEREMO DIFFICILE DIMAGRIRE, SEMPRE PIÙ STRESSANTE E A VOLTE COMPLETAMENTE INUTILE.

Il corpo oppone resistenza, rallentando il suo metabolismo fino a farsi bastare il poco che gli diamo. Andate a cercare e a leggere il” minnesota starvation esperiment” , rimarrete stupite…..

Come impostare quindi una reverse diet?

È sicuramente un lavoro complesso che necessita di calcoli di macronutrienti precisi ma a grandi linee consiste in un aumento graduale dell’introito calorico attraverso un aumento principalmente della quota glucidica (ricordate il discorso leptina e insulina?).

Tale aumento dovrà ovviamente essere lento e graduale, di 5/10 grammi di carboidrati alla settimana, per far si che il nostro organismo (specie se si proviene da un periodo di diete low carb) si riabitui ad utilizzare glucosio come fonte energetica e non lo accumuli come adipe.

È tuttavia necessario avere pazienza e sapere che, probabilmente all’inizio, sarà normale aumentare di qualche etto. Sarà sufficiente tenersi monitorati e rallentare con l’aumento calorico qualora l’aumento ponderale sia eccessivo.

Ma soprattutto è necessario sapere che si sta facendo un investimento per la nostra linea e la nostra salute. Sarà infatti più facile in seguito perdere peso, ma soprattutto si eviterà di cadere nelle classiche variazioni di peso yoyo tipiche di chi, ormai con un metabolismo sotto ai piedi, prende due kg anche solo per una pizza in compagnia degli amici.

No no… L’effetto yo-yo non ci piace per niente, vero amiche?

E ora sappiamo come evitarlo.

Grazie Giorgia!

Al prossimo incantesimo…

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