Il protagonista del mio soggiorno: farmhouse table by mio papà

Ci sono delle volte che, davvero, non so cosa scrivere. So che devo pubblicare sul Blog, quello sì, perché qui pubblico le emozioni che mi attraversano, i giorni sì e quelli proprio no, le gioie più sfavillanti e anche i giramenti di palle assoluti. E pubblico anche momenti come questo, momenti che meritano in maniera inequivocabile di rimanere ben impressi e non solo, meritano anche un momento di gloria. Solo che… Solo che mi scappano le parole.

Allora facciamo che ci provo a descrivervi quello che sto provando. E se questo post non risulterà esattamente chiaro e perfetto mi perdonerete. Come fate sempre quando non mi capite del tutto.

Qualche giorno fa ero con una mia amica che non vedevo da tanto. Ci siamo ritrovate a parlare di un tempo. Un tempo in cui io vagavo smarrita per Milano, da casa di un amico a casa di un altro amico. Ero confusa come mai nella vita ero stata. Ero stata catapultata a Milano, ero senza casa, senza certezze, senza presente (futuro sarebbe stato anche troppo) Era tutto da rifare.

Dietro di me un salto nel buio che avevo appena fatto e che non avevo la minima idea di dove mi avrebbe portata. Davanti a me pochissime certezze, di quelle a cui ti devi aggrappare giorno dopo giorno, di quelle che ti fanno stare in piedi. Traballante ma in piedi. Salda nell’idea che quello che desideri è solo andare avanti.

Un lavoro nuovo. Completamente nuovo. Ambito da molti, ottenuto da me, che non sapevo come si facesse quel lavoro,  ma che in qualche modo avevo convinto i manager dell’azienda a credere proprio in me tra centinaia di candidati.

Oggi so che a farlo decidere per me è stata proprio la mia ferrea determinazione. Io quel lavoro lo volevo con tutta me stessa. Volete sapere perché? Perché sapevo che solo così avrei potuto rimettermi in sesto e correre verso la “me stessa” che volevo diventare. Un lavoro che non mi desse tempo di fermarmi a pensare, che mi occupasse ogni giorno 8 ore, in un’azienda che mi avrebbe adottata un po’, perché mi sentivo davvero molto sola. Un lavoro che mi avrebbe dato modo di dimostrare a me stessa quanto valevo.

La mia amica, ad un certo punto ha alzato gli occhi dalla tazza di the, mi ha guardata fissa e mi ha detto “Iaia, ma tu sei fiera di te stessa? Guarda dove sei ora!”

In effetti di acqua sotto i ponti ne è passata. La ragazza sperduta e impaurita non esiste più. Al suo posto ci sono io. Tante, troppe cose sono cambiate. Non mi fermo mai a pensarci. Ma la mia amica mi ha fatta riflettere. Forse, ogni tanto, dovrei guardarmi intorno e dirmi brava. La vita che ho oggi è merito mio.Ogni piccolo grande successo è anche merito di quella ragazza spaesata.

Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo con il tavolo da pranzo, protagonista di questo Post. Beh, sapete quelle immagini che hai i testa fin da ragazzina? Avete presente quando ti immagini adulta, pensi a come sarà la tua casa, ti ritrovi a sognare una famiglia riunita per pranzo in una bella domenica assolata? Ecco. Io in quelle immagini ho sempre visto un grande tavolo da pranzo. Ma non un tavolo qualunque. Un enorme tavolo di legno chiaro, solido e massiccio, con una forma davvero molto particolare. Rustico, ma non troppo.  Dall’aria vintage ma caratterizzato da un’estrema linearità e pulizia.

Una volta cresciuta, pur avendo arredato diverse case, ho sempre fatto scelte diverse ma quel tavolo è rimasto sempre nei miei pensieri. Sinceramente non so perché io non sia mai andata a cercarlo, ma voglio prenderlo come un segno.

Quando io e Stefano abbiamo visitato per la prima volta quella che sarebbe diventata la nostra casa ho capito da subito che era proprio li, in quel soggiorno enorme e luminoso, che quel tavolo sarebbe dovuto stare. E così mi sono messa in cerca.

L’ho trovato, online, ed ho scoperto che si chiama Farmhouse Table (o Anthropologie Teble) È un tavolo tipicamente statunitense, utilizzato prevalentemente nelle case di stile rustico/industriale e viene realizzato in diverse tipologie di legno massiccio e resistente.

Abbandonata l’idea di acquistarlo in America e farmelo spedire fin quaggiù (a proposito. Qualcuna tra voi mi sa spiegare perché è così dannatamente difficile acquistare mobili negli Stati Uniti?) mi sono messa in cerca di uno Store italiano che potesse importare tavoli del genere e poi rivenderli.

Dopo mesi di ricerca il tavolo l’ho trovato, in un prestigioso centro di design milanese, ad una cifra di eurini che, francamente, mi vergogno molto a ripetere. Quando il commesso mi ha comunicato il prezzo dell’oggetto del mio desiderio mi sono sentita come quando vai dritta alla dispensa, alle due di notte, in quei giorni li (ci siamo capite), con la fame di tutti gli affamati del mondo, in cerca del tuo barattolo di Nutella di scorta per le emergenze e scopri che tuo marito l’ha svuotato ingiustamente (perché i maschi non sono minimamente consapevoli di cosa sia la VERA FAME e quindi non sono autorizzati a svuotare i nostri barattoli di Nutella, tutte d’accordo?)

Però, ragazze, capitemi. A quel punto io ero già completamente e disperatamente innamorata. Come ci si innamora di quegli amori folli e stronzi che ti spezzano il cuore e allora tu li vuoi ancora di più.

Ed esattamente allo stesso modo io il mio tavolo lo volevo ancora di più. Malgrado il suo prezzo.

E così mi ero già rassegnata a sto letterale bagno di sangue pur di avere il mio gioiellino da salotto, quando sono andata a trovare i miei genitori in Liguria.

Mentre rimiravo la foto del mio tavolo sul telefonino ho cominciato a chiacchierarne con mia mamma. Mio padre,  intanto, si aggirava silenzioso per la cucina senza proferire parola. Ad un certo punto si avvicina, mi toglie il telefono dalle mani, guarda la foto e mi dice “Ci penso io”

Ora. In 34 anni ho imparato che quando mio padre dice “Ci penso io” conviene che nessuno fiati più. Perché davvero ci penserà lui. E non farà solo quello che ha detto di fare, in genere supererà ogni aspettativa anche dei più esigenti.

Mio padre sa fare tutto. Davvero tutto. Tipo… Tutto. Avete presente gli allestimenti del mio mirabolante matrimonio? Ecco. Ha fatto praticamente tutto lui. E i suoi amici sono tutti artigiani artisti come lui.

A nulla, di conseguenza, sono servite le motivazioni accampate per farlo desistere dal progetto “tavolo”, che mi sembrava parecchio complesso e faticoso. Anche perché mia mamma, che sa sempre cosa fare, mentre ancora discutevamo mi ha mormorato “Lascialo fare, non vedi che gli fa piacere? E poi c’è il suo amico falegname, Mario Mazzili, che ė bravissimo e lo farà di sicuro anche più bello!”

Venerdì il tavolo ha viaggiato da San Bartolomeo al Mare al centro di Milano.

È arrivato impacchettato come il più bello dei regali e io l’ho scartato come facevo da bambina, sotto l’albero a Natale. 

È arrivato ed è bellissimo. Molto più bello di come lo avevo immaginato.

Enorme, candido, di legno solido e profumato. 

È qui. È il protagonista assoluto del mio salotto. La star. L’attore di fama che ha già una storia incredibile da raccontare.

È qui e sa di sfide, sa di sogni, sa di cadute e risalite. Sa di conquiste e di successi. 

Ma soprattutto sa di cose vere che non cambiano mai. Sa di casa. Sa di noi.

 Sa di famiglia. La mia. 

  


  
 


  



Per chi fosse curiosa il tavolo misura 90 cm x 2 metri. È in legno massiccio, pieno. La tipologia di legno si chiama Tulipier.

Ce ne sono di diversi tipi. Io ho scelto il più chiaro e pesante. Non so quanto pesi questo tavolo ma a giudicare dalla fatica che mio marito ed il corriere hanno fatto per portarlo su per le scale credo di poter dire che si tratta di un vero colosso di bellezza.

Nell’ultima foto vedete esattamente l’attimo in cui ho finito di scartarlo. Credo di esser stata così felice e commossa poche volte.

Ragazze, ma quanto è meravigliosa la vita?

Bene. Ora scegliamo insieme le sedie? Come le vedreste voi? E cosa ne facciamo della parete dietro?

Avete idee? Me le scrivete qui sotto?

Al prossimo incantesimo…

Grazie a Mario Mazzilli (San Bartolomeo al Mare) e a mio papà.

18 Comments

  • Anninaa ha detto:

    Sa di famiglia,é vero! Io ultimamente ho sviluppato una forte passione per…le panche!!! Adoro, non so perché:-) panca da un lato e sedie dall altro,con un mood cosí, easy, amichevole,informale. Comunque ho acoperto pure io che conviene affidarsi a bravi artigiani( sia per il prezzo,sia per la qualitá,sia perché sai che é qualcosa di unico fatto apposta per te!)

  • Mariella ha detto:

    Iaia, il tuo nuovo tavolo e’ a dir poco sensazionale…sono proprio felice per te!!! le sedie sono un bel dilemma, ma con la tua grinta e la tua tenacia sono sicura che riuscirai a trovare quele perfette…io non so bene quale forma sia più adatta, ma ci vedo bene delle sedie con dei soffici cuscini…tienici aggiornate…un abbraccio!!!

    • Iaia De Rose ha detto:

      Cuscini. Già. Ci ho pensato anch’io! Grazie dei complimenti! Sono felicissima che ti sia piaciuto! Ma proprio felice felice!

  • Roberta ha detto:

    Ci sono 3 cose che sognavo pensando alla nostra casa: una mappa dal mondo a tutta parete, un camino e una tavola come la tua!;) per ora abbiamo la mappa a tutta parete e la adoro!…ora siamo alla ricerca della casa con camino….e poi mancherà solo la tavola =) Quando scendo dai miei sogni di arredamento e necessaria ricchezza ricordo che quello che abbiamo di più prezioso siamo noi due, tutto assume senso per la nostra presenza…e tutto è bello sognare in 2!
    La tua determinazione mi piace tantissimo ed è motivante, forza Iaia!!!=)

  • vale ha detto:

    Ti consiglio le sedie in legno chiaro, tipo acero, come le mie della cucina, con l appoggio della schiena un po’curvo, tipo poltroncine.sono comodissime, danno un po’ l idea dell abbraccio….non so se mi spiego.beh, io le adoro.il protagonista assoluto è il tuo papà, te lo devo dire, ha fatto un piccolo miracolo solo per te.che dolce..

  • Liz ha detto:

    Oltre al fatto che i pezzi artigianali sono i più belli, il tuo tavolo è speciale perché è fatto con vero amore!!! ♡♡ per le sedie io punterei sullo stesso stile e sullo stesso colore del tavolo.. insomma, delle farmhouse chairs! 😉 un bacione!

  • Alessandra ha detto:

    La meravigliosita’!!!! Ecco quello che ne scaturisce dal tuo scritto e dalle foto… Complimenti!!! È’ di un bel colore caldo ma allo stesso tempo un po’ algido… Proprio come è’ la vita…. Ci vedrei bene delle sedie in legno dello stesso colore naturalmente ma rivestite con dei bei cuscini trapuntati in stile provenzale naturalmente chiarissimi! E poi Iaia si quello splendido muro non metterei proprio nulla…. Il bianco rispecchia la tua anima e quella di tuo marito… La vostra anima unita… Un unico immenso colore BIANCO❤️❤️❤️ Ma punterei su tende uguali ai cuscini! Sono felice per te… Leggere i tuoi post è’ una botta di ottimismo… Grazie… Ti meriti TUTTO!!!! Ti prego realizza il sogno del libro…. Voglio essere tra le prime ad acquistarlo e a metterlo vicino ai miei Sex and the City, Lipstick Jungle, cd di Eros e Tiziano e la mia Bibbia, che serve sempre quando mi smarrisco un po! Baci dalla tua amica virtuale che ti aspetta ad Andora❤️

  • Federica ha detto:

    Ciao iaia, bellissimo tavolo..sai anch.io ce l,ho a casa fatto proprio così di 2 metri..io l.ho comprato sul sito di maison du monde pagato nella tinta così chiara 799€ se no c.era bianco a 699€.. Io vi ho abbinato poi delle sedie in rattan con dei cuscini bianchi e un lampadario factory.se vai sul sito maison du monde e metti nella ricerca tavolo, nella 4 pagina ti apparirà il tavolo come il tuo clicca e scoprirai tante idee su come abbinare sedie, lampadario e perché no pavimento..adesso esistono quei pavimenti finto legno che si attaccano al tuo vecchio..baci

    • Iaia De Rose ha detto:

      Conosco il tavolo di Maison. Ma è in Mdf. Io lo volevo in legno massiccio. E con la staffa bassa a terra e le due staffe centrali a v (come nel modello originale americano) In Italia era praticamente introvabile.
      Adesso vado subito a vedere come l hanno abbinato! Grazie della super dritta!!!

  • Barbara ha detto:

    ciao carissima,

    fantastico il tavolo, anche noi ne abbiamo scelto uno artigianale, è tutta un’altra cosa!
    come sedie ci vedrei bene le Dsw di Eames se ti piace il contrasto antico/moderno http://www.vitra.com/en-no/product/eames-plastic-chair#t/tab-colors con la base in legno chiaro e come colore della seduta il classico bianco ma potrebbero starci anche mauve grey o oxide red. la sedia ce la vedrei comunque un po’ stondata per contrastare con la forma del tavolo.

    e poi certo che devi guardarti intorno e dirti brava, ma che te lo dico a fare??? ❤️❤️❤️

    bacione grande,
    Barbara

  • Rossana ha detto:

    Allora… è tanto che non leggo il tuo blog, e in verità a abbiamo gusti davvero diversi!!
    Ho visto il post sul bagno e, per quanto sia sempre bello vedere una persona che sta facendo qualcosa, in quel bagno non c’è nulla che mi piaccia!! A parte il mobile specchio, che avevamo praticamente simile e che io, dopo anni, ho per forza dovuto sostituire con uno a specchio scorrevole, meno pratico (un terzo dell’interno resta giocoforza a vista, e questo può non essere così piacevole).Comunque. Ora vedo questo tavolo e penso: dio, ma è orrendo. Seriamente. Sarebbe stato – secondo me, ovvio – forse bello in un colore decisamente più caldo, di castagno o noce, con tante venature, color miele carico… ma c’è un ma: è stato fatto da tuo padre o dal suo amico, per venire incontro a un sogno. E questo cambia tutto. Trovo che avresti potuto sognare meglio, ma chi può controllare i ricordi e l’immaginazione? Quindi, questo tavolo è meraviglioso, perché c’è dentro il dono dell’affetto. E’ decisamente il tavolo più bello che potesse stare in quella stanza.
    Ti auguro di godertelo con gioia e in compagnia dei tuoi cari.

    • Iaia De Rose ha detto:

      Castagno e noce avrebbero creato un tono su tono con il parquet, esattamente l’effetto che volevo evitare. Il legno l’ho scelto io proprio per creare un netto contrasto con il parquet. Ovviamente il colore del tavolo verrà ripreso altrove ma no, non avrei mai scelto un colore simile al pavimento.
      La troverei una scelta scontata e banale. E io sono tutt altro che banale. Criticabilissima, ma mai banale. Un bacione

  • Rossana ha detto:

    Forse hai ragione, io collego questo tipo di tavolo al colore caldo – però di struttura diversa, con l’asse orizzontale sotto a poterci posare comodamente i piedi, molto comfy, mentre questo lo vedo bene come tavolo per lavorare il pane, fare agnolotti etc (sono sarda) QUindi piuttosto avrei pensato a un bel tappeto a spezzare
    Ricambio il bacione, ciao. E: non bisogna temere di essere ‘banali’. E’ una categoria, nient’altro.

  • Rossana ha detto:

    Ps: ero serissima quando ho scritto che il fatto che questo sia il frutto di un tuo desiderio realizzato da persone care, lo renda bellissimo. Gli apprezzamenti ‘tecnici’ sono una cosa a parte. Quel tavolo lì non è neppure un tavolo, se ci si pensa bene. E’ un pensiero. Ciao!

  • Susanna ha detto:

    Il tavolo è fantastico, poi lo ha fatto tuo padre e tanto basta. Per le sedie io le farei ogniuna di un colore diverso, pastello e decisamente polveroso. Le due a capotavola le farei con i braccioli. Lampadario di tipo industriale. E’ bello vedere una donna felice e innamorata…..e realizzata nel lavoro.

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