Il mio Tirolo: montagna non ti temo! O quasi…

Io, fino a qualche giorno fa, non l’avevo capito, cosa ci fosse di tanto entusiasmante nell’andare in montagna, in inverno, con la neve. Erano anni che mi arrovellavo in cerca di una risposta. Anni ed anni di inverni gelidi, a Milano, in cui ogni weekend mi toccava fingere accorata partecipazione, dinanzi a frotte di amici che preparavano la tenuta da sci, galvanizzati per il “Weekend a Courma” e trepidanti d’attesa , come io neanche quando mia madre sforna la parmigiana di melanzane.
Parliamoci chiaro. Io in inverno c’ho freddo. C’ho freddo sempre. Di mattina, dopo pranzo e la sera non ne parliamo.

Io in inverno mi aggiro vestita come un clochard, sotto strati di sciarpe, giacconi, cappe e cappotti, maglioni, maglie e magliette e della salute. Ovviamente sto attenta ad abbinare per bene i colori, che pure nella tragedia climatica, ho sempre una reputazione da tutelare.
Ma dove credete che vada a finire il mio stipendio, in inverno? In vestitini Haute Couture? Ingenue! Finisce dritto in tasca ad A2a! E con mia somma soddisfazione, dal momento che quei cari signori mi garantiscono una temperatura tropicale in casa, ad ogni ora del giorno e della notte, che mi consentirebbe di girar di stanza in stanza in costume da bagno che “Belen scansate!”. E non lo faccio davvero, solo perché d’inverno ingrasso! Sia chiaro.
Insomma, come avrete di già ben compreso, io e la montagna siamo l’ossimoro per eccellenza.

Siamo amici come Magioglio e il Body Building, siamo il gatto e l’acqua, la Ferilli e la recitazione.
A mio marito invece la montagna piace. Secondo inspiegabili ragioni, pur non sciando ed essendo Sardo di nascita, quell’uomo ama i monti e la neve.

Non mi sforzo di capire. Ci sono cose su cui noi donne non dovremmo mai indagare.

Per esempio a cosa pensino gli uomini quando fingono di ascoltarti concentrati ma in realtà partono in viaggi extra corporei come santoni Voodoo, in quale lasso temporale si traduca la locuzione “Lo faccio dopo” e quale misterioso piacere si provi a fare puzzette sotto le lenzuola e poi annusarle scuotendo le stesse (lo fanno tutti, ragazze. Ho raccolto numerose testimonianze a riguardo.)
Allo stesso modo ignoro e non ho alcuna intenzione di tentar di capire, cosa spinga frotte di umani, nel terzo millennio civilizzato, ad infilarsi dentro tutone informi e completamente ineleganti, a castigare i propri piedi in arnesi che somigliano a scarponi ma a giudicare dai lamenti quando li si calza devono essere di sicuro di diabolica provenienza, a fare ore di code nel gelo per salire su un’ovovia che si libra nell’aria attaccata a un cavo, dondolando in modo preoccupante su terrorizzanti strapiombi e tutto ciò per 5 minuti di discesa sulla neve quando va bene, perché quando va male ci si spalma a terra come Nutella sul pane tostato, ma lasciando qualche tendine crociato qui e là sul prato innevato.

Se poi non si scia ecco, lì… boh… Fate le ore di coda, prendete l’ovovia e… Basta. State lì al gelo a fissare il vuoto tra le montagne.

Non provate a muovervi, perché a 2500 mt non si respira ed ogni passo ti costa lo sforzo di Ercole alla dodicesima fatica. Non respirate, che come aprirete la bocca vi ci si infilerà dentro uno spiffero di gelo e comincerete a cantare lo Jodel polifonico, posseduti dallo spirito “Altissima, purissima, Levissima”. Non cercate di toccarvi l’un l’altro, darvi la mano, fare foto insomma qualunque cosa vi costringa a tirar fuori le estremità superiori dalle tasche del giaccone, visto che nel caso decidiate di compiere l’incauto gesto le mani cadranno a terra seduta stante e coi moncherini, capirete, far foto può rivelarsi complesso.

Ah… E mi raccomando. Non fiatate! Perché al minimo bisbiglio i cultori della contemplazione montana vi guarderanno come se aveste appena fatto pipì nella neve davanti a tutti. In montagna si osserva un silenzio religiosissimo e far chiasso è un gesto irrispettoso! Non si fa!

Quindi che porca di una fava si fa, in montagna?

Io ho la risposta. Perché in montagna ci sono andata. In Tirolo, in Austria, precisamente. A festeggiare Capodanno, credevo. E invece mi sono ritrovata a sfidare la morte in ecopelliccia.

E sono salita pure a 3500 mt, non ci crederete! Che dopo sto tributo d’amore al marito mi merito una Gift Card da Chanel a fondo perduto.
Dicevamo… Ah, sì. Lo so cosa si fa in montagna, ragazze. Si mangia! Si mangiano cose buonissime, pesantissime, caloricissime e… Caldissime! Considerate che, attaccata ai tornelli di ingresso dell’ovovia dondolante nel vuoto, col terrore negli occhi, mentre imprecavo contro la neve, il freddo e i tirolesi tutti fino alla decima generazione indietro, le uniche parole di mio marito che riuscivo a cogliere nelle spirali delle mie tragiche visioni di cabine precipitanti nei burroni erano “Rifugio… Fonduta… Cioccolata!”
La cosa bella della montagna è che, una volta vestita con gli indumenti adeguati, raggiungi la superficie volumetrica di un greezly. Quindi per quanti chili tu possa prendere continui a sembrare il suddetto greezly e nessuno se ne accorge. Una figata pazzesca.
Ah… E poi vale la pena andare in montagna per il riposo del guerriero, per la meritata siesta al caldo dopo la fatica! E non pensate che io non ne abbia fatta, di fatica, che vi assicuro che su ogni ovovia sono riuscita a sudare come un lottatore di Sumo e ho rivissuto tutta la mia vita al rovescio ad ogni passo con gli Ugg sulle piste ghiacciate.

Il riposo mi spettava!

Christopher, il direttore del Ritzlerhof Hotel di Sautens che mi ha ospitata, deve averlo capito al primo sguardo, che mi stavo comportando da vera temeraria, e mi ha riservato tutta una serie di vizi e stravizi che vi consiglio di concedervi, se passerete in terra tirolese.

Verrete coccolati una cornice da sogno ed un ambiente accogliente fatto di tanta cortesia ed atmosfera familiare.
Vado con la carrellata di immagini che mi vedono perfettamente a mio agio tra i monti.

 

Iaia De Rose

 

Come vedete, sono partita alla grande… Con un bel salto (non tanto alto… Diciamo il massimo che potevo fare senza lasciarci un polmone) a Solden/Gaislachkogl Top Station a 3048 mt di altezza.

Iaia De Rose

 

Protagoniste di questa foto le mie mani, qualche secondo prima che si staccassero e precipitassero nel vuoto.

La più meritevole attrazione a Solden è il fantasmagorico Ice-Q Restaurant, all’interno del quale è stato girato Spectre, l’ultimo film dell’agente 007 del quale riconoscerete lo sguardo coraggioso nei miei prossimi scatti, sull’ovovia.

 

Iaia De Rose

 

Iaia De Rose

 

Iaia De Rose

 

Ormai priva di impulsi vitali, in cima alla cima.

Iaia De Rose

 

Un cambio di Outfit mi è sembrato doveroso per la successiva visita a Pardatschgrat (2624 mt di imprecazioni!) sopra Ischgl località il cui nome impronunciabile meriterebbe un trattato, ma non vorrei gli austriaci si offendessero.

Iaia De Rose

 

Ormai perfettamente in confort zone, col piglio fiero di un’esploratrice navigata e l’equipaggiamento adeguato alle situazioni più estreme.

Iaia De Rose e Stefano Corona

 

E mentre lui mi abbraccia per la foto ricordo io sibilo tra i denti “Chanel… Tutto questo ti costerà montagne di Chanel!”

Ritzlerhof Hotel

 

Qualche immagine del delizioso Ritzlerhof Hotel al quale ogni giorno, dopo le escursioni, tornavo provata come Ulisse ad Itaca, solo che invece dei Proci mi attendevano le caprette che, dato il congelamento delle mie poche sinapsi, non solo mi sembrava facessero “Ciao!” , giurerei che sulle note di Heidi abbiano anche improvvisato un balletto per festeggiare il mio ritorno in patria.

Ritzlerhof Hotel

 

Ritzlerhof Hotel

 

Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Ecco la felicità. Altro che scarponi, ovovie e distaccamento di estremità intirizzite. Questa sì che ė una vacanza!!!

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Roae – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Roae – Ritzlerhof Hotel

 

Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose – Ritzlerhof Hotel

 

Iaia De Rose e Stefano Corona

 

Scene d’amore, nel giorno di fine anno, quando ancora credevo che mi avesse portata a rilassarmi. Falso di un millantatore! Me la pagherà!

Iaia De Rose e Stefano Corona

 

Ritzlerhof Hotel

 

Qui sopra una delle cose più buone che ho mangiato in Austria, a colazione, non ho idea di cosa esattamente ci sia dentro ma so che probabilmente deve aver preso vita da una mente geniale.

Me ne facevo un paio di tazze ogni mattina, per accumulare energie, in vista della temibile ovovia.

Sotto, invece, la vera Sacher. L’unica, la sola e l’originale. Ed anche il più buono dei motivi per fare un passo fino ad Innsbruck e visitare il Caffè che da questa delizia prende il nome.

Tra l’altro ve la servono con la cioccolata calda e con una panna montata che “Grazie Signore grazie!”

Caffe Sacher (Innsbruck)

 

In ultimo la grappa di pere con la quale mio marito mi stordiva ogni sera, dopo l’escursione. Non  trovo altri motivi percui, al risveglio avrei dovuto acconsentire a ripetere l’esperienza.

Iaia De Rose e Stefano Corona

 

E va bene… Scherzo. Eccoli qua i motivi.

Ma non ditelo a mio marito. Sia mai che, con sta montagna, ci si prenda gusto.



  

Al prossimo incantesimo…

11 Comments

  • Mariella ha detto:

    Cara Iaia ti adoro!!! Il tuo resoconto e’ spumeggiante ed esilarante…condivido la tua paura per ovovia o aggeggi simili: ti meriti, a pieno titolo, qualsiasi Chanel tu desideri!!! Sai che sei bellissima anche con gli outfit da alta quota? Io purtroppo sembro sempre la brutta copia dell’ omino Michelin…ti abbraccio forte forte!!!

  • Antonella ha detto:

    Ciao Iaia! Io e mio marito andremo in montagna a febbraio, sarà la mia prima volta. Non vedo l’ora di perdermi tra quei paesaggi mozzafiato e di assaggiare tutte le prelibatezze di cui hai parlato nel post! Hai qualche consiglio sugli outfit? Grazie per l’allegria e la positività che trasmetti!

    • Iaia De Rose ha detto:

      Ci vorrebbe la tutina da sci. Ma io… Abovvvvoooo! Quindi ti consiglio Leggins pesanti (da Calzedonia ce ne sono diversi), maglioni pesanti e maglioncini di cashmere. Fondamentali i capospalla. Un bel giaccone pesante e un cappotto. Scordati i tacchi, se non per interno, perfetti gli Ugg o i Mou. Per la sera vai di abitini con cardigan di lana. Baci.

      • Antonella ha detto:

        Ricevuto: tutina da sci vade retro!!! 😉
        Grazie per gli utilissimi suggerimenti, nei prossimi giorni mi darò allo shopping scatenato!! Al mio rientro dalla vacanza ti farò un piccolo resoconto 😉 Baci!

  • manuela ha detto:

    ciao iaia ahhaha anche io sono come te”
    non capisco cosa ci trovi la gente a sciare e in generale negli sport simili
    a me piace la montagna ma per rilassarmi e mangiare!!
    beh però hai passato un capodanno diverso!!
    simpaticissimo il tuo racconto ahahaha
    sempre bellissima baci

  • Raula ha detto:

    Splendido!
    La foto che preferisco è quella in cui mangi e quella in cui si vede quella specie di pupazzo…che ridere 😉
    Cmq io credo che il cibo sia uno dei motori per la maggior parte di tutte le attività umane. Una fonduta val bene un’affondata nella neve 😉

  • Liz ha detto:

    Ciao Iaia! Hai una capacità di raccontare le cose f che è fuori dal comune: quando leggo itti pist mi sembra di essere lì con te!!! Io amo il mare, ma dopo questo tuo racconto sto rivalutato la montagna!un bacione! Ps: Sei sempre bellissima, anche ad alta quota!

  • Rebecca ha detto:

    Quindi che porca di una fava si fa in montagna?????!! ahah aha hahah ah mi piacerebbe incontrarti a un evento a Brugherio! 🙂

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