Il mio abito da sposa: ecco come é nato.

Abito Sposa Iaia De Rose

Sapete tutte quelle storie che si raccontano sulla scelta dell’abito da sposa?
Si dice che l’abito sia la prima, ma proprio la primissima cosa alla quale pensiamo quando decidiamo di sposarci.
Per tutto gli altri dettagli del nostro giorno più bello potremmo anche scendere a compromessi e accontentarci, ma l’abito… Beh è l’abito! E non sentiamo ragioni! Deve essere come lo abbiamo sempre sognato!

Ci sono spose che raccontano la trepidazione e l’emozione nel contattare tutti gli atelier della città ed anche fuori città, anzi, anche fuori Nazione, se necessario, pur di trovare l’abito perfetto!
E poi la gioia nel provare vestiti principeschi e sentirsi, davanti allo specchio dell’atelier una vera diva?
La platea di mamma, suocera e amiche tutte, al momento della scelta, commosse dentro fazzolettini in palette cromatica coordinata con la moquette della sala prove?
E poi quel momento… Il momento in cui indossi lui, proprio lui.
E sai che è lui, dal primo istante, l’abito dei tuoi sogni, e lo sai perché ti si scatena il pianto di tutte le lacrime che hai trattenuto negli anni, perché bella così non ti sei mai vista e pensi a tutti gli invitati incantati dal tuo passo regale nella navata della Chiesa e agli occhi del tuo futuro marito rapiti come di fronte ad un’apparizione celeste?
Ecco. Va così. Capita a tutte le spose. Vi risulta?
Beh. Non a me. Per me non è andata esattamente così.

Quando Stefano mi ha chiesto di sposarlo ci ho messo circa 24 ore a realizzare che sì, mi sarei sposata. Mi sarei sposata davvero e di li a poco.
Io, che rabbrividivo alla sola menzione della parola “matrimonio” ora volevo sposarmi. Avevo detto sì. E mi sarei sposata dopo soli 5 mesi!
Avevamo davvero poco tempo e c’erano mille cose da fare. Ho pensato nell’ordine a queste, per prime:

famiglia. Doveva essere la festa di tutta la mia famiglia e di quella di Stefano. Quindi dovevo coinvolgerli. Subito.
amici. Volevo tutti i nostri amici, tutte le persone che ci volevano bene davvero.
festa!!! Volevo una festa grandissima, divertente, esagerata, chiassosa, totalmente non convenzionale! Volevo che fosse unica, indimenticabile ed emozionante. Con cibo semplice, vino casereccio e tanto intrattenimento per tutti! Una festa dove tutti diventassero protagonisti!
beneficenza. Non volevo sprecare soldi in qualcosa di fine a se stesso. Volevo che, se tanti soldi si dovevano spendere, che almeno ne beneficiasse qualcuno che ne avrebbe fatto buon uso.

Ed ecco com’é nata l’idea del mio Sagrimonio, in collaborazione con i volontari della Fidas di San Bartolomeo al Mare.
Presto vi racconterò di più, in merito, visto che la presenza di telecamere e collegamenti ha fatto sì che molte di voi mi abbiano contattata per organizzare qualcosa di simile nel loro grande giorno. Ne avete capito l’intento e io ve ne sono davvero grata e non vedo l’ora di darvi tutte le dritte per fare qualcosa di buono anche nel vostro giorno!
Ma torniamo a noi…
Insomma in pochi giorni ero già immersa nell’organizzazione del mio matrimonio Bohemienne, molto “Do it yourself” che ha richiesto un lavoro manuale titanico da parte mia, quindi passavo le giornate sporca di vernice e sommersa di scampoli di tessuto.
In tutto ciò capitava che qualcuno azzardasse la domanda che temevo di più: “E il vestito, lo hai già scelto?” Il vestito. Giusto. Il vestito! Beh, io al vestito non volevo pensarci.

Non mi ci vedevo proprio ingessata e costretta in un bustino luccicoso, con una gonna vaporosa con tanto di crinoline. Sono sempre stata molto esigente, in fatto di moda, e con uno stile preciso e ben definito e nessun abito, su nessuna rivista di settore era riuscito anche solo minimamente ad attirare la mia attenzione.
Ho fatto la modella. Per dieci lunghi anni e venivo scelta dagli stilisti nella maggior parte dei casi, proprio per indossare abiti da sposa. Una roba noiosissima, che non vi saprò mai spiegare. Ore per indossare un coso enorme e scomodissimo e poi… Non respirare, cammina lenta, non ti sedere, non ti piegare, su la testa, spalle dritte! Una tortura! Ora, io dico, ma il giorno del matrimonio perché mai una dovrebbe sottorsi ad un’agonia simile? Comunque… In tanti anni di sfilate mai, e dico mai, avevo indossato un abito che mi avesse fatta innamorare! Capirete che i presupposti non erano ottimi…

Quando ha cominciato a circolare la notizia che mi sarei sposata sono stata invitata in molti Atelier prestigiosissimi, che non menzionerò, perché davvero, lo dico con il cuore, gli abiti erano veramente molto belli ma, no, su di me proprio non andavano bene!
Mi sono portata dietro anche la mamma in molti di questi appuntamenti.
La mia cara mamma. Niente lacrime, per lei. Ricordo solo che rideva e scuoteva la testa dicendo che secondo lei stavo benissimo, ma che mi conosceva, e di certo non avrei scelto nessuno di quegli abiti.
E aveva ragione. Le mamme hanno sempre ragione! Non me ne piaceva uno!
Le commesse si dimostravano così entusiaste, con me, che mi dispiaceva contraddirle e quindi mi prestavo ad indossare per loro questi abiti principeschi tutti crini e merletti e… Cristalli. I cristalli!
Io odio i cristalli! Ma pare che, invece, le spose li adorino e che vogliano piogge di luccichii sui corpetti e sulle gonne gonfie di tulle. Mi domandavo perché tutti si aspettassero da me un vestito di questo genere.
Forse perché sono bionda? Ancora una volta era colpa dei miei capelli da Barbie? Sì, la Barbie probabilmente sarebbe andata all’altare con uno di quegli abiti. Ma Iaia no. Proprio no. E quindi mi toccava scappare via da questi elegantissimi negozi del centro di Milano, con le assistenti che mi riempivano di complimenti e non sí capacitavano del perché, dentro quegli abiti che avrebbero fatto impazzire di gioia ogni ragazza in età fertile, io avessi l’espressione di una che ha appena i dovuto ingoiare a forza un cucchiaio di olio di ricino. “Ma perché non lo prendi! Sembri Cenerentola!” Ecco. Appunto. Cenerentola era una principessa, io sono una strega. Quindi anche no. Cari saluti.

Ero già disperata e convinta che non avrei mai trovato un abito da indossare nel giorno più bello della mia vita quando, una notte, ho capito quello che dovevo fare. Se l’abito non esisteva, lo avrei creato io!
E così, mi sono seduta al tavolo della mia piccola cucina e ho cominciato a disegnare. E proprio a quel punto mi sono accorta che, in realtà il mio abito esisteva. Nella mia testa, perlomeno! Era sempre stato lì. Ho finito di disegnare ed eccolo, davanti ai miei occhi.

Bozzetto abito Iaia De Rose

Un abito da sposa bohémienne, tutto in pizzo. Un pizzo impalpabile. Sofisticato. Un abito che rappresentava la mia anima, quella più dolce e introversa che pochi riescono ad intuire ed anche quella parte un po’ folle e sexy, che lascia a bocca aperta e si fa ricordare.
Un abito dalla linea indefinibile. Sobrio davanti, ricercatissimo sul retro.
Semplice, raffinato ma con quel twist che lo rendeva unico. Uno scollo profondissimo sulla schiena.
La mattina successiva mi sono svegliata con un sorriso enorme, sapevo che sarebbe stata una bella giornata. E infatti, a qualche ora dal mio risveglio ho ricevuto la telefonata che ha fatto sì che, al mio matrimonio, io potessi indossare proprio quell’abito. Quello che avevo sognato, creato e disegnato ma che ancora non esisteva, se non nei miei pensieri.

Al telefono era Sarah de “L’Officina delle Fate”, il famoso Atelier milanese di abiti da sposa, che conoscerete senz altro visto che Sarah, con sua sorella Corinna, è protagonista del format tv “Chi veste la sposa?” in onda su Lei.
Io ho preso quella telefonata come un segno del destino e, di lì a pochi giorni, ho incontrato le due fate e me ne sono letteralmente innamorata a prima vista. Io, Strega Iaia, potevo non farmi incantare da una coppia magica come la loro?
Ho stretto le loro mani e sapevo che sarebbero state proprio loro a realizzare il mio abito. Io lo sapevo. E loro? Cosa avranno pensato parlando con me, una neo sposa visionaria, che stringeva al cuore il bozzetto di un abito irrealizzabile? Lo scoprirete presto nell’intervista doppia che ho realizzato proprio a Sarah e Corinna in cui ci racconteranno tutti i pensieri che hanno fatto su di me e sul mio abito. Ci sarà da divertirsi!

Intanto posso dirvi che per realizzare il mio vestito da sposa ci sono voluti
17 metri di pizzo chantilly bianco seta,
5 metri di cotone biologico bianco seta,
5 metri di tulle effetto nudo.
30 ore di lavoro delle splendide modelliste che lavorano in atelier e…
il favoloso velo, scelto da Corinna, 6 metri di tulle bordati di 20 metri di piazzo chantilly.

Abito sposa Iaia De Rose

Il risultato finale lo avete intravisto, per il momento. Io non so quantificarvi la quantità di complimenti che ho ricevuto per il mio abito.
Non posso nemmeno farvi intuire quanto Sarah e Corinna siano state preziose nel mio giorno più bello, ma ci proverò a breve. Senza di loro il mio abito non sarebbe mai esistito ed io non finirò mai di ringraziarle.

Un abito che ha lasciato tutti senza parole, che ha fatto piangere come un bambino mio padre, che ha commosso mia madre perché era proprio “Il mio abito!”, che ha fatto balbettare le mie amiche, come dimenticare i loro “Sei… Sei… Sei… ” mentre mi guardavano con le lacrime agli occhi.
Un abito che ha fatto ammutolire mio marito all’altare. Muto. Senza parole. E ancora oggi se ci ripensa piange. Piange. E io sorrido.

E poi le lettere di riviste di moda che mi hanno contattata per saperne di più, e per fotografarlo, quest’abito meraviglioso, la telefonata di una famosissima showgirl italiana che si è sposata quest’anno e che si complimentava con me perché il mio abito “aveva fatto impallidire il suo” ( e mi ha fatto molto piacere, perché tra donne non sono semplici telefonate del genere) e le vostre decine di mail in cui mi chiedete come fare per averne uno uguale. Beh… Mi sembra evidente.
Per avere un abito come il mio ci vuole il tocco magico!
Quello dell’Officina delle Fate, in Via Molino delle Armi 41 a Milano. Perché nessun sogno si realizza senza un tocco di magia!

Per ora fatevi bastare il bozzetto originale, firmato da me e alcuni scatti dell’abito realizzato.

Abito Sposa Iaia De Rose

Abito Sposa Iaia De Rose

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Abito Sposa Iaia De Rose

 

Abito Spisa Iaia De Rose
Presto su queste pagine l’intervista a Sarah e Corinna, le foto del Making of e tutti ma proprio tutti gli scatti dell’abito da sposa più magico del mondo. Il mio.

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