Elogio alla leggerezza

Quante volte, nella vita, ho desiderato essere un po’ più leggera.

Quante volte mi dico “Ma perché non sono nata un po’ più scema?” 

Dove quello “scema” è assolutamente da leggere con un’accezione positiva. 

Anzi… Non diciamo “scema” diciamo “scemotta”. Avete presente quelle persone che tutto sommato non se la prendono mai, quelle persone che sembrano sempre un po’ in un mondo loro, quelle che non patiscono per le offese e i torti perché spesso non le capiscono neppure, quelle che vanno avanti col sorriso e una buona dose di menefreghismo anche quando le cose vanno male.

“Eh va beh, ci credo che fa così! Quella è scema!” Sì, può darsi, ma sapete come vive bene? 

E c’è da aggiungere un’altra cosa. Io leggera la sembro! La sembro davvero!!! O perlomeno a prima vista, guardandomi, uno di certo non si aspetta una laurea in ingegneria! No? 

E allora, perché non riesco ad esserla neanche un po’? 

In realtà, ragazze, io sono pesante come un macigno. Una scassapalle. Con se stessa, prima di tutto. Poi anche con gli altri, lo ammetto.

È che proprio non ce la faccio. Le ingiustizie mi feriscono terribilmente, soprattutto quelle commesse verso altri. Verso gli indifesi.

Le cattiverie gratuite mi mandano in bestia.

Basta poco per colpirmi, ne sono consapevole, sono troppo sensibile.

“Sensibile” , mi dico, quando sono in buona. Una “perfetta idiota” quando ce l ho con me stessa.

Stasera ce l’ho con me stessa.

Poi mi dico che la mia nobiltà d’animo non la cambierei. E la pesantezza che l’accompagna, forse neppure. Le persone leggere vivono bene. Ma camminando lievi non lasciano traccia di sè. 

Le persone come me, invece, volente o nolente te le ricordi. Non solo per quanto ti hanno rotto le palle, anche per quanto ti hanno lasciato.

Penso alle mie amiche. Le avrei a fianco da tanti anni se non fossi come sono? Avrebbero potuto contare su di me quando erano loro quelle a star male eppure le loro ferite bruciavano sulla mia pelle come fossero mie?

E sarei così ricca da sapere di poter chiamare, nel cuore della notte, almeno 5/6 persone per chiedere aiuto con la certezza che mi vengano in soccorso? 

E sì, forse qualcuno se ne sarà anche approfittato. Ma che importa poi se è più quello che ho guadagnato?

Certo… Però… 

Un po’ di leggerezza ci vorrebbe.

Sapete che bei sonni tranquilli? Sapete che serenità? Sapete che cervello sgombro? E quanto meno male mi farebbe lo stomaco? 

Quindi ecco per me 3 punti a promemoria, che mi facciano ricordare quanto convenga portare un po’ di leggerezza nella propria vita, per trascorrerla al meglio.

– La leggerezza non è superficialità

Non significa farsi scivolare TUTTI gli avvenimenti addosso, ma solo quelli meno importanti.

Significa imparare cosa tenere e cosa gettare senza dargli peso per concentrare le proprie energie solo nella direzione che davvero ci serve.

– Leggerezza non vuol dire non pensare. Vuol dire non pensare troppo.

Vuol dire pensare alle cose giuste. Poche cose. E solo quelle che “meritano”.

– La leggerezza annulla la preoccupazione

Preoccuparsi non risolve le cose. La situazione non cambia quando ci preoccupiamo. Cambia il nostro stato, che diventa negativo e attira solo situazioni negative.

Ecco.

Questa lezioncina era per me.

Ma ho pensato di renderla pubblica.

Sono sicura che servirà a qualcuna tra voi. 

E questo è il mio gesto “leggero” in questa pesantissima serata.

Al prossimo incantesimo…

6 Comments

  • Giusy ha detto:

    Grazie, semplicemente grazie mia amica.

  • Tessy ha detto:

    Sfondi una porta aperta, le persone che tu chiami “scemotte” io le chiamo “modello base” … e quanto le invidio !!
    Comunque, per dire, io mi sono fatta tatuare una piuma sull’avanbraccio sinistro, a volte la guardo come monito personale ma è inutile … la leggerezza, intesa nella sua eccezione filosofica, è una dote che non si impara e l’intelligenza, a volte, è una malattia…
    Ma tutto sommato, mi amo così come sono. Un macigno, ma viva.

  • manuela ha detto:

    In realtà questa lezione era anche per me Iaia ahahah
    anche io sono come te, a volte invidio quelle persone ”sceme”, io rimurgino su troppe cose.
    in proposito Iaia ti ho inviato una mail se avrai modo di leggerla, perchè mi fido del tuo giudizio!!
    ti ringrazio bacioni

  • Mir ha detto:

    Come ti capisco!Vorrei lasciarti una frase di Calvino che mi ripeto come un mantra “Prendete la vita con leggerezza, perchè leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Un caro saluto!

  • Liz ha detto:

    Anche se ho letto il post in ritardo, penso che sia una bella lezione anche per me, che tendo a pensare e rimuginare e non riesco ad affrontare le cose con quel pizzico di leggerezza che, come dici tu, fa davvero bene!!! Un bacione e grazie di questo post, stupendo davvero!!!!

  • Betty ha detto:

    Ecco, io sono leggera con gli altri ma meno con me stessa. Non sono scema, e nemmeno scemotta, e non centra il fatto che sia laureata, ma perchè nella vita sono molto in gamba, sicura, determinata…eppure con gli altri sono leggera perchè non mi voglio far travolgere dalla loro negatività, soppeso le cose e mi rendo conto che troppi sono quelli che di niente ne fanno una montagna. Quindi sì, sono leggera perchè sono un pò egoista e mi preoccupo prima dei miei problemi. Ciò non significa che me ne freghi di chi subisce sopprusi, anzi, sono la prima che lotta per chi soffre ingiustamente, ma lo faccio perchè io mi sento leggera e quindi forte e sicura. Un bacio

Rispondi a Giusy Annulla risposta