Donne: ecco perché piangiamo

“Come stai?” “Tutto bene, grazie!”

Come siamo brave a mentire. E a sorridere, a tranquillizzare, a non drammatizzare, quando si tratta di noi.

Siamo donne. Resistiamo ai colpi peggiori flettendoci come ramoscelli di giunco al vento, senza spezzarci.

Siamo quelle che saltano giù dal letto nel cuore della notte un istante prima che nostro figlio cominci ad urlare per la poppata. È un istinto naturale. Sappiamo che toccherà a noi provvedere, ancora prima che ci tocchi davvero.

E con la stessa prontezza siamo pronte ad ascoltare, ad accarezzare, a ricucire ferite, tamponare il sudore, ascoltare gli sfoghi e poi riascoltarli ancora e ancora e ancora. Senza mai stancarci.

E poi sappiamo confortare, siamo proprio brave in questo, ed accudire e cullare i rimorsi, i rancori e gli errori di tutti. E placare i dolori con la dolcezza e la comprensione e con la pazienza. Che i nostri, di dolori, arriveranno sempre dopo.

Siamo donne. Forse troppo abituate al fatto che anche il male più lacerante alla fine non ti lacera mai per davvero.

E così impariamo a spingerci sempre un po’ più in là del nostro limite massimo, diventiamo resistenti come ragnatele, trasparenti e tanto sottili che che anche i dolori che sembrano doverci strappare in realtà ci restano impigliati dentro, avvolti in noi… E poi non se ne vanno mai.

Siamo donne e non so perché, non credo di sapervelo spiegare, ma è come se volessimo ingoiare anche i mail che non sono nostri, per farli sparire d’intorno.

Che niente ci renderà mai più felici del sorriso delle persone che amiamo. Di quelle domeniche insieme sul divano, sotto la stessa copertina ormai consunta dal tempo, a guardare un film in tv che s’è già visto mille volte ma che ci fa sempre commuovere. Sereni così. Insieme.

Siamo donne. E urliamo, ci agitiamo. Reclamiamo attenzioni, se non le abbiamo più da chi le vorremmo e sembra proprio che sia questione di vita o di morte. Poi, un giorno, stop. Più niente. Ci arrendiamo. Ed è quando in genere abbiamo già lanciato il cuore altrove.

Siamo donne. E siamo generose. Facciamo regali. Che siano cene calde, abbracci, baci veri, viaggi di corsa verso casa di un’amica o pensieri per cui abbiamo messo via i soldi in silenzio, per mesi, magari. Perché ne valeva la pena.

E non ci importa dei “Grazie”, ci basta la riconoscenza silenziosa di uno sguardo colmo di gioia. Quella è la nostra ricompensa.

E allora si va avanti così per mesi, per anni, a volte per tutta la vita. E non ci stanchiamo mai, anzi, da un certo punto in poi ci rassegniamo forse, che siamo state chiamate a far proprio quello, anche quando è faticoso, anche quando non ce la facciamo più. Ad esserci sempre per tutti. A risolvere guai che non sono nostri, a rispondere con un altro sorriso all’ennesima richiesta d’aiuto, ad ad ascoltare con pazienza un altro racconto annuendo silenziose fingendo interesse per cose abbiamo già ascoltato e riascoltato.

“Mamma puoi venire a prendermi?” “Dove sono i calzini?” “Zia devo dirti una cosa che a mamma e papà non posso dire!” “Nonna me la fai la torta?” “Amore abbiamo un problema, mi serve il tuo aiuto!” “E capiscimi, no? Sono stressato!” “Io sono stanco!” “Cosa c’è per cena?” “Aiutami!” “Ascoltami”

Siamo donne. E da un certo punto in poi saremo fregate. Noi. Fregate da noi stesse. Dai nostri silenzi quando ci sarebbe stato da mettersi a urlare. Dai nostri sorrisi quando avremmo dovuto dire “Basta!” Dal nostro adeguarci quando avremmo dovuto puntare i piedi e pretendere il meglio.

Pretendere un grazie.

E così è a quel punto che piangiamo. E non per i grazie che non sono arrivati, ma per i gesti che non ci sono ritornati indietro. Per le carezze che nessuno ci fa più, troppo abituati come sono a riceverle. Per le sorprese che, a furia di farle, non ci ricordiamo più come sia riceverle. Per il freddo nelle ossa che sentiamo a furia di scaldare il sonno degli altri.

Piangiamo per quei gesti calpestati. Per quello che a noi è costato sacrificio, e fatica, e rinunce a sogni più grandi che forse meritavano di essere inseguiti. Per cose a cui teniamo tanto che per altri sono diventate un’abitudine noiosa, da dismettere e riporre in un cassetto.

E così piangiamo.

E scusate se, noi donne, quando cominciamo a piangere poi non smettiamo più. È che le nostre lacrime hanno sedimentato dentro per troppo tempo, son diventate piccoli laghi.

E, si sa, i laghi forse sono più calmi dei fiumi e dei mari, non ribollono, non si agitano in tempesta.

Ma se ci cadi dentro ti risucchiano giù.

E ci vuole tempo, poi, per metter fuori la testa e tirarsene fuori. Per trovare la forza di riemergere e guardare il sole.

Ma siamo donne. Ce la faremo. Un’altra volta e poi un’altra ancora.

“Come stai?” “Tutto bene, grazie”

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Al prossimo incantesimo…

27 Comments

  • simona ha detto:

    Ho pianto..grazie mille..sono donna, lavoratrice, madre e moglie.
    per fortuna i grazie mi arrivano.
    da mio marito..splendido ..ti voglio tanto bene dai miei due splendidi figli..e se la felicità esiste io stressata e molto stanca, sono Felice..di quella felicità che mi colma.
    un bacio Simo

  • Valeria Clavarino ha detto:

    Brividi.
    Brividi.
    Brividi.
    Tocchi le corde del cuore, quando scrivi hai davvero una marcia in più.
    Te l’ho già detto ma….a quando un libro Iaia!??
    Un bacio e un abbraccio,
    Vale

    • Iaia De Rose ha detto:

      Eheheh! Rispondo “Magari”. Non credo avrò mai il coraggio di andare a bussare ad una casa editrice. Iaia mi direbbe “Sbagliato! Caprona!!!” Ahahah!

  • manuela ha detto:

    sono d’accordo con valeria clavarino, tocchi il cuore quando scrivi, sei meravigliosa iaia!
    ti capita iaia di avere quei momenti che sei ”serena” ma ti viene come un magone? a me ultimamente capita….
    bacio!!

  • Sara ha detto:

    Splendida Iaia! … sono sicura che moooolto presto qualche casa editrice verrà a bussare alla tua porta… se maometto non va alla montagna ;p

    • Iaia De Rose ha detto:

      Ahahah! Magari. Ecco diciamo che io sono per il #muovilculo, come ben sapete. Il problema è che… È un sogno troppo grande e ho paura che sia fuori dalla mia portata.

      • Sara ha detto:

        … non sono assolutamente d’accordo e penso di interpretare il pensiero di molte streghette! Prenditi il tuo tempo, forse hai bisogno di lasciar decantare l’idea… poi però #muoviilculo!! Ahahahah
        Un mega bacio

        • Iaia De Rose ha detto:

          Ahahah! Hai ragione! Come darti torto…

        • Chiara ha detto:

          D’accordo con Sara, non demordere, tu devi scriverCI un libro! Gli pseudonimi portano fortuna, hai presente Sophie Kinsella? Ecco, il tuo modo di scrivere mi ricorda Sophie nei post “chick lit” e Madeleine come-si-chiama nei post più “lunari”. Sei arrivata nelle nostre case rialzandoti da un periodo difficile, sei arrivata a Sanremo…sono sicura che troverai un modo per arrivare da noi anche in formato cartaceo (o eBook)!!!

  • Stefy ha detto:

    quanta verità cara iaia…un abbraccio

  • vale ha detto:

    Wow iaia, mi hai commossa…adesso la stampo e la appoggio sul cuscino del marito . chissà che non mi abbracci forte forte, ne ho bisogno.
    Grazie!!

  • Liz ha detto:

    Ciao Iaia!!! Dopo una giornata come quella di oggi al lavoro, un post del genere ci voleva proprio!!! Mi hai toccato il cuore e ridato la carica: uscendo dal lavoro (che poi è ancora uno stage e comunque la mia prima esperienza dopo l’università) avevo le lacrime agli occhi.. il motivo è lungo da spiegare, ma riguarda la mancanza di sensibilità e l’atteggiamento di superiorità che hanno certe persone.. e tu mi hai aiutata a dare un senso a queste lacrime e a ritrovare la grinta!!! Grazie Iaia, sei unica!!!!! ♡♡♡

  • Paola ha detto:

    Mi sono commossa anche io. Sono questi i post che preferisco, quelli in cui parli del mondo delle donne, così complicato. E del nostro dolore così antico, così forte, che si rinnova continuamente ma che continuamente se ne va via. Perché abbiamo risorse inesauribili, ma ogni tanto abbiamo bisogno di fermarci e di lavarci l’anima con tutte quelle lacrime, per poi proseguire più forti di prima. Per me non c’è niente di meglio di un bel pianto per sentirmi meglio e per ripartire. Di quelli belli grossi, coi singhiozzi, come fanno i bambini.
    Ma ti voglio fare un altro complimento. Scrivi bene sai? E quando dico bene non voglio dire che scrivi con un’ottima grammatica e un’ottima sintassi, (cosa comunque vera!) ma intendo che hai qualcosa dentro che fa vibrare la penna. E non è da tutti. Il mio non è un giudizio professionale ovviamente, ma ho letto talmente tanti libri in vita mia che so riconoscere una scrittura sincera, che ha da dire qualcosa, per nulla stereotipata. Brava!!!

    • Iaia De Rose ha detto:

      Ehhhh quante lacrime dopo aver letto questo tuo commento. Grazie Paola. Ti ringrazio con tutto il cuore.

  • Cinzia ha detto:

    Io mi sento proprio così. Sempre più debole è sempre più sul limite. È la prima volta che scrivo,ti volevo ringraziare,sei molto dolce e molto sensibile,veramente una bella persona da prendere come modello.

  • Barbara ha detto:

    Iaia bellissimo! Tu trasmetti qualcosa al di lá delle parole… Ed è un dono:)

  • Rebecca ha detto:

    …come è vero…le nostre lacrime sono diventate piccoli laghi. Profondi.

  • Mariella ha detto:

    Ho paura di rovinare questo post con le parole sbagliate e allora ti dico solo GRAZIE. Grazie perché il mio pianto dura da tanti mesi e grazie al tuo post mi sento un po’ meno sola. Adesso vorrei solo avere la voglia di alzarmi…ce la faro’…un grande abbraccio cara Iaia!!!

  • Rossella ha detto:

    Cara Iaia, concordo pienamente con Paola. Quando i tuoi post hanno ad oggetto il nostro “mondo femminile” (perché è veramente un mondo, anzi no, un intero sistema solare…) sei in grado di rappresentarlo con una sensibilità rara. Intanto, da parte nostra che siamo già tue lettrici affezionate, un grazie sincero e un forte abbraccio. Rossella

  • Barbara Rossini ha detto:

    Brava Iaia sei una persona speciale l’ho capito da subito appena ti ho notata su qvc trasmetti qualcosa di speciale e di unico poi leggendo il tuo blog da tanto tempo credo di aver imparato un pò a conoscerti mi piaci molto perchè sei una donna per le donne è questo nel nostro universo femminile è merce rara sapessi cosa sono state capaci di farmi le mie colleghe ………………….questa tua ultima è ver.speciale mi ha profondamente commossa perchè noi siamo proprio così ……………ti auguro il meglio e non rinunciare mai ai tuoi sogni anch’io non rinuncerò mai ai miei finchè avrò vita Barbara

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