Le bionde trecce, il Top of Europe e poi… Le mie calzette viola.

Al prossimo incantesimo... Coat: Extè Skirt: Officine della Moda Boots: Ash Glass: Moscot Earrings: 1AR by Unoaerre Scarf: Zara Collant: H&M

Sabato ore 10.00. Mio marito: “Amore… Ma che ne dici se andassimo a fare un giretto. Dove ti piacerebbe andare? Modena, Venezia, Ferrara, forse Firenze?… Partiamo, facciamo un giro e se ci va ci fermiamo a dormire e domani torniamo. Che ne pensi?”
Io:…… Perché avrei dovuto rispondere, sono saltata giù dal letto e in 30 secondi ero già in bagno a prepararmi. Mentre mi vestivo sentivo la voce di mio marito che mi supplicava di non portare cambi, giusto una maglietta per la notte e qualcosa di comodo per il viaggio il giorno successivo. E così ho fatto.
Niente cambi. Un unico outfit comodo in modo che il giorno dopo avrei potuto cambiare unicamente la maglietta. Gonnellina morbida, calzette collant viola comode comode, una magliettina di lana leggerissima, i miei immancabili e fedeli Bikers, un cappottino corto e la mia affezionatissima sciarpa Pied de poul. Questo si che si chiama ottimizzare! Ancora non sapevo quale terribile errore stessi commettendo.
Usciamo, nella calda mattinata di questo strano Novembre milanese. Prima tappa una bella colazione dalla Sissi (se non siete di Milano non saprete certo chi sia la Rosy. Ma ricordate questo nome e, se passate in città, non perdete i suoi miracolosi cornetti. Mi ringrazierete.) poi subito in marcia verso una destinazione che non avevamo ancora deciso.
Quanto adoro le avventure, anche le piccole avventure quotidiane, che ti mettono quel friccicorio dello sconosciuto, dell’inatteso e, il più delle volte, ti fanno tornare a casa con il cuore gonfio di bei ricordi. Così alla domanda di mio marito “Allora dove andiamo?” Io ho risposto semplicemente “Fai tu!”
Da li ricordo vagamente di averlo sentito pronunciare Svizzera e un posto che suonava come il nome di un Wafer. Ma sì, la Svizzera! Bella la Svizzera! Non ascoltavo già più, troppo presa a godermi il paesaggio che correva fuori dal finestrino coi suoi colori caldi dell’autunno e un sole esplosivo a ravvivarli.
Iaia De Rose


Mi sono risvegliata dallo scorrere dei miei pensieri, dopo circa due ore e mezza di viaggio in cui, finalmente, ho realizzato che questa destinazione doveva essere ben più lontana di quello che avevo immaginato.
“Amore, scusa, ma dove stiamo andando?” “A Wengen, te l’ho detto!” “Ah… Wengen! E dove sarebbe questo posto?” “Non sai dov’è Wengen? In alta montagna! Ti porto in paradiso, amore, da li si prende un treno che ti porta al Top of Europe, una vetta alta 3475 mt! Contenta?”
Avreste dovuto vedere la mia faccia. Ho guardato lui, ho guardato le mie gambe, con le calzette 30 denari, ho riguardato lui e avrei tanto voluto balzargli al collo e strangolarlo con le mie mani. Poi però mi sono ricordata che ho giurato di amarlo nella gioia e nel dolore, in ricchezza e in povertà. Nei momenti di folli, però, non l’ha mica detto il prete!
“Stefano, ma dico, hai visto come sono vestita???” Momento di silenzio. Quando mio marito sta in silenzio vuol dire una sola cosa: sa di averla combinata grossa e sta cercando una soluzione per limitare i danni e farmi arrabbiare il meno possibile. E c’è solo una cosa che mi calma se sono molto arrabbiata: “Amore, che problema c’è, la è pieno di negozi! Compriamo qualcosa di pesante e starai benissimo!” E così mi sono calmata. Ma sì, tutti sanno che non amo la montagna (possibile che a lui non l’avessi mai detto, accidenti?) ma in fondo una sola giornata non sarà così terribile, no? E che sarà mai, Iaia, non fare la melodrammatica! E poi magari potrai allargare la tua collezione di cappellini di lana, uno in tipico stile di montagna, del resto ti manca proprio!
Sono rimasta calma anche quando abbiamo dovuto lasciare l’auto a Lauterbrunnen, perché a Wengen si arriva solo con il trenino. Ah, che odio anche i treni l’ho già detto? Va beh. Ora sapete anche questo.
Fatto sta che, mentre siamo in treno, ci accorgiamo di una cosa alquanto bizzarra. Cercando di prenotare online l’Hotel l’operazione risulta impossibile e il sito ci consiglia in automatico hotel nelle vicinanze, ma non a Wengen. Io, che sono bionda e come sapete non proprio sveglia di natura, non capisco il perché di questo intoppo ma, guardando mio marito, comprendo subito che qualcosa non va. Lo capisco perché cambia di nuovo espressione e sorride. Quando sorride cerca di rabbonirmi, è un fatto.
“Ora che c’è?” Dico, sfregandomi le mani che, man mano che il trenino sale si avvicinano sempre più pericolosamente ad un principio di congelamento. “Amore. Temo che siano in bassa stagione e sia tutto chiuso. Scusami. Non c’ho proprio pensato!”
Ha detto così. “Scusami non c’ho proprio pensato” non vi voglio dire cos’ho pensato io, invece, in quel momento. Non vi dirò neanche la sfilza di anatemi che sono usciti dalla mia bocca principesca mentre attraversavamo Wengen buia, deserta e gelata, con i negozi tutti chiusi e quindi addio cappellini di lana, calze pesanti, pantaloni o anche qualunque accidenti di scafandro che potesse evitarmi di trasformarmi in uno Yeti. Non voglio http://farmaciaabuonmercato.com neanche rendervi partecipi del mio stato d’animo mentre ci arrampicavamo su per la montagna verso l’unico hotel aperto che, indovinate un po’ si trova esattamente in cima al paese! Io. Con la mia minigonna e le mie calzette viola. A piedi. Nel deserto di ghiaccio.
Se ve lo state chiedendo, si, sono ancora sposata. E questo da segnali inequivocabili della solidità coriacea del mio matrimonio, credo sia un fatto innegabile.Iaia De Rose
Un solo posto aperto per cenare, la Pizzeria Da Sina, con il suo delizioso allestimento da trattoria di montagna e  con il suo proprietario che io ricorderò per sempre come un Supereroe, perché mi ha sfamata con la pizza ai formaggi più grande che io avessi mai visto e mi ha riscaldata con un vino rosso che io sinceramente non sono tanto sicura fosse vino, sembrava più una mistura di dubbia provenienza ma dalle straordinarie capacità termogeniche e “salva matrimonio”. Sì, sarà stato il vino, sarà stato il cibo, ma io a fine cena lo avevo già perdonato. Del resto sono sua moglie. Intirizzita, ma pur sempre moglie. Iaia De Rose marito
Comunque, una volta arresa all’idea che sarei dovuta sopravvivere in alta montagna con le calzette viola e che a questa mia condizione di disagio non si sarebbe potuto porre rimedio, ho deciso di reagire. La mattina dopo Wengen era bellissima, con i suoi verdi sfavillanti e un cielo memorabile.Wengen

 

Wengen

E… Rullino i tamburi… Ho pure accettato la sfida! Top of Europe, non ti temo! Partiamo!
Vi risparmio la descrizione degli sguardi della gente quando si è capito cosa stavo per fare. Guardavano le mie gambette e ridevano. Le mie gambette che non si sono mai sentite tanto umiliate. Nemmeno al mare quando arrivano bianco biondo fiordilatte in mezzo a ciurme di estremità mediterranee già abbronzatissime.
Malgrado ciò ho fatto il biglietto pure io. Biglietto salatissimo (circa 140 Euro a testa ma, vi assicuro, ne vale la pena)

Top of Europe

Top of Europe

Al Top of Europe si arriva ovviamente in treno. Un treno speciale che, dopo una prima parte di viaggio all’aperto,  si arrampica dentro la montagna (a proposito, se soffrite di claustrofobia, questa divertente escursione non fa proprio per voi!), fermandosi tre volte per dare tempo ai passeggeri di abituarsi all’altitudine.
Nelle tappe intermedie ci si ferma all’interno della roccia, dove sono state aperte due grandi finestre che consentono di fotografare i ghiacciai.
Top of EuropeLa prima tappa è a Eigergletscher a 2320 mt, la seconda a Eigerwand a 2865 mt, la terza a Eismeer a 3160 mt e poi, finalmente, si arriva a Jungfraujoch Top of Europe con i suoi 3454 mt. Se decidete di lanciarvi in questa avventura preparatevi alla sensazione di totale assenza d’aria, quando scenderete dal trenino. Vi mancherà il fiato. Niente panico. La pressione fa brutti scherzi ma basta respirare lentamente e dare tempo al corpo di abituarsi. In qualche minuto la situazione sarà sotto controllo e potrete godervi uno scenario mozzafiato. Top of Europe
Lassù è tutto ovattato, tutto bianco, tutto silenzioso e la natura ti si spalanca davanti con la sua magnificenza. Non si può che guardare, un po’inebetiti, e lasciarsi incantare.
Mettere piede lassù è emozionante per tutti. C’erano indiani, inglesi, tedeschi, tantissimi cinesi e giapponesi, ma anche molti sud americani. Tutti a bocca aperta. E poi c’ero io. Con le mie calzette viola. Che quando ho messo piede sotto la targa che testimoniava che c’ero arrivata davvero, sembravo Grosso dopo il rigore della vittoria ai mondiali del 2006! Sì. Esultanza pura. Ma bando alle ciance, godetevi le foto. 
Top of Europe

Top of Europe

Top of Europe
Dopo tutta sta fatica mi meritavo proprio una pausa ristoratrice. E così, tanto per non farmi mancare niente, ho fatto una capatina al ristorante più alto d’Europa, dove mi sono letteralmente tuffata in una fonduta al formaggio che era la cosa più deliziosa che avessi mai provato in vita mia. Infilzare pezzetti di pane e patate cotte nella loro buccia e poi annegarle in un mare di formaggio è una goduria da provare, almeno una volta nella vita.Top of Europe
Fate anche un giretto al Palazzo del Ghiaccio, se ripetete la mia esperienza, al circuito “Alpine Sensation” che con musica e luci illustra presente e passato della regione Jungfrau e non perdete la fabbrica di cioccolato, dove potrete farvi rapire dal gusto del cioccolato svizzero più famoso al mondo.

Al prossimo incantesimo... Coat: Extè Skirt: Officine della Moda Boots: Ash Glass: Moscot Earrings: 1AR by Unoaerre Scarf: Zara Collant: H&M

Coat: Extè
Skirt: Officine della Moda
Boots: Ash
Glass: Moscot
Earrings: 1AR by Unoaerre
Scarf: Zara
Collant: H&M


Ho lasciato quella vetta a malincuore, malgrado io non possa dire che tra me e la montagna sia scattato il colpo di fulmine. Di una cosa però sono certa. Ho fatto bene a non farmi fermare da una mise poco adatta, una sciarpa troppo leggera, delle calzette viola. La vita nasconde sempre delle sorprese e, dietro l’angolo, ci può essere un’esperienza indimenticabile da vivere. Anche quando “l’angolo” é a 3475 mt di altezza e fa un freddo che solo io lo so, e pure le mie chiappe congelate!
Al prossimo incantesimo…

 

 

 

5 Comments

  • Liz ha detto:

    Iaia, che dire.. sei fantastica!!!!! Anche se io, come te, non amo particolarmente la montagna, dalle foto sembra un posto incantevole!!! Se ci andrò però mi infagotterò per bene perché io sono super freddolosa.. Non so come tu sia riuscita a resistere con le tue calzette viola.. sei proprio una strega!!! 🙂 un bacio!!!!!

  • Mariella Bonacina ha detto:

    Cara Iaia, dammi un po’ dei tuoi poteri per far si che il mio fidanzato prenda l’iniziativa e mi faccia una bella sorpresa portandomi via per il fine settimana…dici che se gli invio casualmente per mail il link del tuo blog e legge l’articolo e tutto ciò che ha fatto tuo marito lo colpisco nell’orgoglio e porta anche me??? Noi viviamo vicino alle montagne…mi “accontenterei” di due giorni di totale relax alle terme di Bormio…mi sa tanto che tra me e lui è la sottoscritta quella che prende l’iniziativa per le “sorprese”….grazie per avermi fatto sognare con le tue belle foto!!!

    • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

      Io gli farei capire quanto ci tieni. Sono sicura che, capendo quanto potrebbe farti felice, ti porterà volentieri. Ricorda che gli uomini vanno lusingati! Prova a dirgli “Amore quanto mi hai fatta felice quella volta che…” Funziona sempre! 😉

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