Sono bionda. Non scema. Bionda!

Iaia De Rose

 





Poi dici che una scherza quando palesa al mondo la smania che le prende, ogni tanto, di tirarsi diciotto schiaffi dritti in faccia. Anzi, di tirarsi diciotto schiaffi, dritti in faccia e in un luogo frequentato. Perché non basta la punizione corporale autoinflitta, mi meriterei anche il pubblico scherno e la gogna sociale.

Ieri arrivo in ufficio, stanca morta perché la notte non avevo chiuso occhio. Mi dirigo a passo sicuro verso la mia scrivania e percepisco immediatamente una strana calma. Mi siedo. Accendo il computer. Passano alcuni minuti, poi mezz’ora. Della tutor con cui avevo appuntamento e che, normalmente, a puntualità spacca il minuto, neanche l’ombra. Al che, con un mezzo sorrisetto, afferro il telefono sulla scrivania, la chiamo e esordisco così “Bellaaaaaa! Ti sei dimenticata di me stamattina eh?” Dall’altra parte qualche secondo di silenzio e poi “Iaia. Mi stai chiamando dall’ufficio vedo… Hem… Veramente… Oggi è il tuo giorno libero!” “Il mio?” “Giorno libero Iaia. E’ lunedì! E io sono in riunione con il capo!” Mi è sembrato di sentire la musichetta di quando perdi ai videogiochi… Avete presente quel “Puà puà puà puaaaaaaaaààààà!”? Ecco. Quello. Ma come sto? Io dico “Come sto?” Che cosa c’è che non va nel mio codice genetico? Che cosa, esattamente, fa si che io riesca a collezionare figure da cioccolataia con la stessa facilità con cui le mie coetanee si smaltano le unghie a due a due? Io la risposta ce l’ho. Sono bionda. Ecco cos’è.

Sono nata con i capelli neri. In una famiglia di mori e castani. Quindi, all’atto del concepimento e per i nove mesi di gestazione della mia mamma, tutto deve aver filato per il verso giusto. E i miei già si figuravano questa bambina sveglia e forte, attenta e volitiva. Una concreta, insomma. Mio padre racconta però, ancora con una punta di sgomento che non accenna a scemare malgrado siano passati trent’ anni, che dopo circa venti giorni dalla mia nascita una strana mutazione genetica ha preso piede e, d’improvviso, i miei giovani genitori si sono ritrovati con in braccio una frignante pargoletta biondo platino. Bionda. Con gli occhi azzurri. Bionda. Talmente bionda che i tedeschi in vacanza, sul lungomare del mio paese, mi fotografavano e mi parlavano nella loro lingua e mia mamma a spiegar loro che no, non ero stata adottata. Perlomeno non che lei sapesse.

Col senno di poi io dico che non può essere stato un caso. Il mio destino doveva essere biondo. Biondo come il grano, biondo come il sole, biondo di quel biondo che solo una bionda può capire cos’è. Perché una bionda è bionda fuori, è bionda dentro, è bionda anche quando si tinge di ”Castano cioccolato intenso un po’ Marron Glacè” per essere presa sul serio. Bionda sei e bionda resti. Con i pro e con i contro che la condizione paglierina ti impone e contro i quali potrai lottare quanto vuoi. Salteranno fuori. Oh se salteranno fuori!
Si dice che gli uomini preferiscano le bionde, ma poi sposino le more. Io dico che la mora sarà anche “per la vita” ma una bionda te la cambia, la vita. E come potrebbe essere altrimenti? Quando arriverà una bionda te ne accorgerai e quando se ne andrà non potrai dimenticarla perché avrà fatto più casino lei di un allegra combriccola di Hooligans ubriachi e avrà scatenato scambi di gomitate, occhiate e occhiatacce, schiamazzi e risate nel migliore dei casi. Nel peggiore qualcuno avrà minacciato di darle fuoco, ma su questo al momento preferirei sorvolare.
Piuttosto che ammettere quello che sto per dirvi mi farei appendere al bersaglio del “ Torneo Rionale di Freccette della Garbatella”, ma devo farlo. Devo farlo per il bene dell’umanità. Devo farlo per perorare la causa, per ergermi a coraggioso difensore di questo stuolo di eteree fanciulle di cui faccio parte, perché non importa che si sia bionde per volere divino o che lo si sia diventate rovesciandosi in testa un barile di acqua ossigenata. La colpa non è nostra. Bionde ci si nasce. Tutto era già scritto nel nostro DNA.
Del resto un detto dice “Se nasci tondo non muori quadrato!” Noi siamo nate bionde, non possiamo morire scaltre come faine! E questo è un dato di fatto, una dura verità inconfutabile.
Come dicevo i primi segnali della mia “bionditudine mentale” si palesarono già nella prima infanzia. Come dimenticare le facce sbigottite di genitori e stretto parentato di fronte ai miei sereni racconti di scorribande con fate, gnomi e folletti nelle campagne Liguri? E perché non menzionare quella volta in cui alla scuola elementare convocarono i miei genitori perché avevo candidamente raccontato di saper volare a compagni e maestre? “E’ una bambina fantasiosa!” dicevano i più bendisposti. Sì, ma chi glielo spiegava a mamma e papà che, quella volta che ho pensato bene di smontare il lampadario per costruirci una luminosa bacchetta magica, non era per follia ma per “geniale esternazione fantasiosa”? Ricordo ancora mio padre inseguirmi dentro casa con l’agilità della medaglia d’oro nel salto ad ostacoli alle Olimpiadi del 92, quindi così, ad occhio e croce, direi che la giustificazione di mia madre “HAI UNA FIGLIA FANTASIOSA!” non abbia dato i risultati sperati.
Negli anni non è che le cose siano andate un granchè meglio. Da ragazzina caparbia e cocciuta qual ero, capii in tempi relativamente brevi che, avendomi la natura imposto la condizione di svampita, avrei dovuto sopperire alle mancanze con indigestioni di tutto ciò che si potesse leggere, studiare e apprendere. DallaDivina Commedia al bugiardino del Topexan, tutto contribuiva alla mia lotta contro la “bionditudine”. Ebbene. Non ha funzionato. Se sei bionda sei bionda. Puoi esser colta quanto vuoi, finirai sempre per capire le battute con quello scarto naturale che la condizione ti impone.
Riderai con un ritardo di circa 15 secondi rispetto a tutti gli altri. Nella maggior parte dei casi la battuta non la capirai proprio! Mi capita più spesso di quanto crediate. Molte battute che scatenano l’ilarità generale io non le capisco. Non mi fanno ridere. Ma siccome ormai io della mia bionditudine non mi vergogno più, non mi sforzo di emettere suoni gutturali che somiglino ad una risata per assimilarmi al resto della platea in ascolto. Io non rido. Resto lì, ferma ed impassibile ad osservare l’interlocutore. Lui pensa “Questa è scema!” Io dico “Sono bionda. Non scema. Bionda. Capiscimi se puoi!”
Ci sono state volte che ho incontrato bionde e le ho guardate muoversi e parlare e avrei tanto voluto trasformarmi in “Ozzy Osburne” solo per non appartenere alla categoria e poi, in un attimo di estrema disperazione, ho desiderato ardentemente strappargli uno ad uno tutti i capelli dalla testa. “Così ora sei calva, decerebrata che non sei altro! E non più bionda! Calvaaaaa!” Ma poi ovviamente sono tornata in me e un moto di profonda comprensione e tenerezza mi ha pervasa. Perché noi bionde siamo solidali! Una bionda non potrebbe mai far del male ad una sua simile? Lo facciamo per proteggere la specie. Per assicurarci che si diffonda il Verbo, cosicché  anche le generazioni a venire siano preparate ad affrontare quello che le aspetta. Perché solo una bionda può consigliarti come giustificarti se ti presenti ad una festa di compleanno con tre giorni di ritardo perché “Non avevi capito”, solo una bionda sa come non sprofondare nelle più oscure viscere della terra se arrivi in ufficio vestita da Aquila Reale in anticipo di venti giorni rispetto al Carnevale. Solo una bionda può elargirti saggi consigli su come sfuggire alle mazzate del tuo compagno quando, alla cena per la sua promozione, gli rovescerai sulla camicia il tuo bicchiere di champagne nel tentativo di comunicargli il tuo entusiasmo. Perché noi bionde siamo, per così dire, un tantino enfatiche, ecco. Un tantino colorite. Un tantinello, ma proprio un tantinello, sopra le righe!
Non che io non abbia, negli anni, tentato di porre rimedio! Ho desiderato ardentemente diventare moderata, passare inosservata, essere raffinata ed aggraziata. Così l’ho tinta, la chioma. Sono stata castana, mora, bruna. Ma niente da fare, non c’era colorazione che tenesse. Dall’Henne alla tintura per pareti Sikkens, ogni prodotto sulla mia testa falliva miseramente, e i miei capelli biondi continuavano a saltar fuori. Prima ad uno ad uno, poi a ciocche intere. Così come la mia debordante anima bionda, castigata dentro un aspetto che non le apparteneva, scalciava come una puledra presa al lazzo.

Tutte le volte in cui sono stata mora intorno a me era tutto un “Non sei tu!” “Sei spenta!” “Sei triste?” “Non ti riconosco!”

E così, alla fine, i più volenterosi parrucchieri si sono arresi alle ciocche bionde impazzite che saltavano fuori . E io mi sono arresa  alla bionda che era in me e che non ci stava a cambiare per gli altri. E con la bionde, ci ho fatto pace! Perché in fondo, non siamo poi tanto male noi bionde. Noi bionde che ridiamo troppo forte, ti abbracciamo troppo stretto, camminiamo troppo veloci. Noi bionde che non ci tieni ferme neanche se ci leghi, che abbiamo addosso l’argento vivo che è anche nei nostri capelli, che gesticoliamo vivacemente, che ci ubriachiamo con mezzo bicchiere di vino e poi diciamo cose che avremmo fatto bene a tenere per noi!
Noi bionde che guidiamo spericolate e non sappiamo parcheggiare la macchina, ma sappiamo benissimo come farcela parcheggiare da qualcuno, la macchina. Perché nessuno sa dire di no ad una bionda che chiede un piacere inclinando la testa!  Noi bionde che, quando arriviamo, tutti si girano a guardarci. Che ci saremo sentite dire mille volte “Ma non ti dà fastidio?” e avremo risposto milleuna “E’ colpa dei capelli!” Poi avremo sorriso, fingendoci un po’ fesse. Non sono i capelli. E’ l’energia che sprigioniamo, quella potente voglia di vivere e sognare, di ridere e cantare, quell’ingenuità che non sempre è scemenza, più spesso è candore e schiettezza un po’ infantile, ma di cui tutti, anche i più induriti, hanno tanto bisogno! Noi bionde che camminiamo per strada e i bambini ci guardano incantati scambiandoci per fate e a quei bambini raccontiamo di essere appena uscite da una delle favola e di aver incontrato cavalieri e streghe e ci compiacciamo di noi stesse quando li vediamo crederci, perché allora non siamo le sole! Noi bionde che gli anziani ci sorridono, le macchine ci suonano, i ragazzi ci fischiano. Noi bionde che non dormiamo mai, perché ci sembra di toglier tempo ai sogni ad occhi aperti che dobbiamo fare. Noi bionde che tanto siamo ingombranti quando arriviamo, tanto siamo leggere quando ce ne andiamo. Senza far rumore, senza tragedie e piagnistei, semplicemente voliamo via come piume quando il pezzo di strada che abbiamo fatto con te sappiamo essere finito. Perché non abbiamo più momenti allegri da regalarti, risate da farti fare, figuracce di cui sorridere insieme e dobbiamo andar via, a ricaricarci della nostra energia bionda lontano da te. E così spariamo. Da un momento all’altro. Qualcosa di noi, però, ti rimarrà. I nostri capelli biondi che, sottili, fragili ma caparbi come noi, si saranno attaccati un po’ ovunque. Sui tuoi cappotti, nel tuo divano, sul sedile della tua auto. Un giorno ne troverai uno e, sollevandolo tra le dita, sorriderai. Penserai al casino che facevamo e al silenzio che c’è ora. Penserai che forse sarebbe stato meglio afferrarci prima che scappassimo, prima che volassimo via. Penserai che una bionda forse è meglio sopportarla quando c’è che sentirne, troppo tardi, la mancanza.Iaia De Rose

26 Comments

  • Rosaria Della Ventura ha detto:

    La capacità di essere autoironica è super!!!Rimanani così Iaia!!! Sei davvero una bella persona e credo che questo tuo modo di essere ti farà fare tanta strada nella vita…la semplicità ripaga sempre…

  • Giulia Pesce ha detto:

    Punto uno.
    Ok, sono tua amica e perciò secondo te non sarò mai oggettiva, ma in sta foto sei pazzesca.
    Punto due.
    Sei bionda. Lo so bene. Sei sulle nuvole, sei una sognatrice. So anche questo. Sei un po’ svampita alle volte e quando tutte insieme, nelle nostre serate, scoppiamo a ridere tu ci arrivi sempre un po’ dopo.
    Ma sai cosa ti dico? Che è questo il lato migliore di te. Sei la mia bionda preferita, lo sai.

  • Arianna Castelli ha detto:

    Grandissima Iaia!!sono una bionda che si riconosce al 100% nelle tue parole…bionda fuori, dentro e…per sempre!!!!

  • Gloria Carocci ha detto:

    Sei veramente troppo intelligente per nasconderti dietro i panni della bionda svampita! A chi lo vuoi far credere? Ah, ah, ah!!! Già da come scrivi si percepisce la tua sensibilità e la tua autoironia che sono alla base dell’essere della persona! Io sono castana però dentro mi sento un po’ bionda ci ho provato diverse volte a cambiare colore ma i risultati sono stati disastrosi e così mi sono rassegnata all’essere castana mio malgrado, dentro ogni donna in fondo mora o rossa c’è una bionda sognatrice e romantica e anche un po’ svampita, ma senz’altro con il sale in zucca!!!

    • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

      Come hai giá perfettamente afferrato essere svampita, con la testa tra le nuvole, sbadata e sognatrice non significa affatto essere stupida! Queste sono le mie debolezze! Che noia la perfezione! Io mi piaccio cosí come sono! Questo blog nasce proprio per poter ironizzare sui nostri punti deboli e amarli ancora di piú dei nostri punti forza! Un bacione.

  • Paola Talladira ha detto:

    veramente eri pure un po’ imbranata nel senso che se non si faceva attenzione ruzzolavi ovunque e deduco che essendo io castana tenessi botta leggermente meglio, ma era molto molto divertente!!!!

  • Debora Bianchin ha detto:

    Post S T R E P I T O S O!!!
    Concordo su tutto, da ex bionda (scelta tattica) mi ritrovo nelle tue parole.
    Oltretutto, da quanto ho abbandonato il mio colore del cuore, non sono più riuscita a fermarmi….mora, rossa, castana, insomma: con buona probabilità sono davvero “bionda dentro”!

  • Lapippipessa ha detto:

    ahahahah Iaia, ti racconto questa! Stamattina, dopo aver letto questo post, ero al telefono con il mio assicuratore che tentava di spiegarmi una cosa in merito alla mia polizza auto…Io non stavo capendo nulla…e dopo alcuni vani tentativi del tizio, io gli ho detto : – ” Senta, io non sono bionda, sono mora, però sono un pò “tarda” comunque, quindi mi faccia la cortesia di rispiegarmi tutto con termini semplice e comprensibili anche da una non addetta ai lavori, GRAZIE!!! “-
    AHAHAHAHAHAHAH 🙂

  • RosesSilvia ha detto:

    Ciao cara Iaia, non sono bionda ma mi rispecchio nelle tue parole. Hai una scrittura entusiasmante e accattivante, è un piacere leggerti.. e comunque le bionde sono le donne più affascinanti del mondo! Tant’è vero che io stessa non resisto a schiarirmi qualche ciocca…baci

  • Rosanna ha detto:

    Mi piaci tanto Iaia e ti seguo con piacere, ma…. viva le more…. ;***

  • Violangela Minafra ha detto:

    Ho trovato finalmente la mia Paladina di Bionditudine! Anche io nata non bionda (castano – rossiccio-ramato per la precisione) e a 3 mesi di vita diventata bionda che più bionda non si può e per sempre. Non ho mai trovato chi abbia esposto meglio la nostra condizione, con la giusta dose di ironia ma anche esponendo la verità del ‘meglio sopportare una bionda e il suo tsunami quando c’è, che sentirne dopo la profonda mancanza, ritrovando un nostro sottile capello nei posti più impensabili’. Solidarietà alle bionde!

    • IaiaTheBlondeWitch ha detto:

      Oh toh! Un altro membro della “riserva delle bionde”! Grazie Violangela! È benvenuta! Il blog è giovane (un mese di vita) ma mi da già grandi soddisfazioni! Ci tengo che tu mi dica la tua anche sugli altri argomenti! Per ora grazie! Da bionda a bionda! 😉

  • Stella ha detto:

    Questo post mi piace moltissimo..è’ vero.. Spero che un giorno lui ripenserà al casino che facevamo e al silenzio che invece c’è ora..

  • paola ha detto:

    Bellissimo! !!! Mi hai tanto emozionata. …è mi hai fatto capire che la femminilità va esaltata, nn bisogna vergognarsene ma andare fiere! Brava iaia! E detto da una mora…..mesciata però!!! W le donne!

  • carlotta ha detto:

    Ho letto solo oggi questo bellissimo post…io sono una mora che per vent’anni si e’ fatta bionda.. Sono una bionda dentro. Due settimane fa colpo di testa….passata dal mio biondo al ramato…… Sto bene , forse anche meglio …. Ma non mi sento più io….c’e qualcosa di magico nelle bionde, qualcsa che tu hai descritto benissimo, tanto da strapparmi una lacrima di rimpianto….c’e’ qualcosa di etereo e sognante e splendente che nessun colore avra’ mai…..

  • Claudia ha detto:

    Ciao Iaia, hai scritto un post fortissimo!!! Sono una “bionda inside” 😉 … anche a me hanno detto che “un tondo non muore quadrato”, per via di una certa ingenuita’. Tanti pero’ invidiano la nostra voglia di vivere, l’energia, la simpatia… altro che geometrie dei cerchi e dei quadrati!! W le bionde dentro e fuori. Buona giornata

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