Addio mia dolce tana. E grazie.

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Questo è uno di quei post che scrivo già sapendo che mi costeranno tanto. Qualche lacrima, di sicuro. E poi sospiri, e ricordi, e sorrisi, e nostalgie. Lo scrivo perché voi lo meritate. Voi che ormai siete la mia squadra di donne coraggiose e spesso attraversate momenti che io ho già vissuto e superato. Lo scrivo per quelle tra voi che oggi possono aver bisogno proprio di queste parole.

E lo scrivo per lei, per la mia piccola dolce tana. Perché… Perché se lo merita.

Era il 2012. Io avevo una vita. Tutto procedeva, credevo, come nella vita di tutti.  Forse era proprio così. Sapete no? Vivi, sei convinta che tutto vada più o meno bene. Non ti va di lamentarti perché, in fondo, non ti manca niente. E hai un po’ il timore di dire che no, non è proprio tutto perfetto, perché c’è sempre chi sta peggio di te. E ti senti in colpa a lasciarti  andare a quella malinconia che accompagna ogni tua ora. Non riesci a capire perché lei, la malinconia appunto, sia sempre lì di fianco come un’amica silenziosa che ti guarda e non parla. In realtà lo sai il perché. O almeno io lo sapevo ma non avevo il coraggio di dirmelo.

Ero sempre stata così. Una che riflette a lungo, soffre e si arrovella se qualcosa non va. Sensibile, troppo, e generosa, troppo anche questo. Sempre votata a far star bene gli altri, poco incline a pensare a me stessa. Fino a che un giorno tutto è cambiato.

Non lo so spiegare, esattamente, come sia accaduto. So che una mattina mi sono svegliata e ho capito che stavo rovinando la mia vita. E la Iaia che vedete oggi, che fino a quel momento se n’era stata in un angolo provando ad attirare la mia attenzione con deboli segnali, ha urlato così forte che non ho più potuto ignorarla.

In realtà questi segnali non erano stati neanche troppo deboli.

Nei mesi ero ingrassata parecchi kg, i miei ormoni non funzionavano più bene, la mia creatività era pressoché scomparsa e tutto sembrava incredibilmente faticoso. Non sorridevo più. E poi, poi c’era questa cosa degli occhi.

Se chiedete ai miei amici qual’e il tratto distintivo del mio volto tutti vi risponderanno “gli occhi”. Ho enormi occhi da Manga Giapponese, che non sanno mentire. Le mie faccette sono famose tra chi mi conosce. Se non parlo ti basta guardarmi un attimo per capire cosa penso, perché loro raccontano per me quello che non voglio dire. In quel periodo i miei occhi si erano rimpiccioliti. Me lo dicevano in molti. Mia mamma più di tutti. Mi diceva “Ho una figlia con giganteschi occhi azzurri. Non questi. Questi non sono i tuoi occhi.”

Io non ascoltavo. Come non ascoltano le figlie, purtroppo. Per poi dire, troppo tardi, “Mamma avevi ragione tu!”

Gliel’ho detto anch’io, un giorno, e lei mi ha perdonata. Perché ha una figlia che si arrovella per mesi, magari, ma quando prende una decisione nessuno più riuscirà a farle cambiare idea. In nessun modo.

Io sbatto a terra. Mi faccio male. Sanguino e piango. Ma poi ad un certo punto riparto, rinasco, mi metto a correre. Ed è proprio così che è andata. Un giorno quella creatura lenta, infelice, svogliata e arresa si è trasformata nella donna che vedete oggi. La guerriera che avete imparato a conoscere.

Oggi riguardo le foto di com’ero e non mi riconosco. Non ripenso quasi mai alla donna che ero, perché non sono io, la sento estranea e non voglio ricordarla. E vi assicuro che, se poteste tornare indietro nel tempo con me, non credereste che quella creatura paurosa, spaventata e insicura fossi proprio io.

Potrei raccontarvi tutte le paure che avevo, tutte le cose che credevo di non saper fare e tutto quello che odiavo di me. Ma so già che non mi credereste.

Perché racconto questo? Perché credo possa servirvi. Perché so che mi ammirate (e ve ne sono grata) ma è giusto che voi sappiate che non sono sempre stata così come mi vedete. Quando vi dico che i limiti sono solo nella vostra testa lo dico perché so di cosa sto parlando. E forse voi lo sentite ed è per questo che siete ogni giorno di più.

Insomma ragazze, potete diventare qualunque cosa. Potete essere felici ed orgogliose di voi stesse. Dovete fare il primo passo e poi correre, correre più forte che potete. Perché dovrete schivare i colpi che la vita vi darà. Ve ne darà di forti e troppo spesso vi colpirà in pieno. Ma se sarete determinate ne uscirete esattamente come avete sempre sognato di essere. Vi costerà molto. Questo è certo.

A me è costato moltissimo, in una mattina piovosa, fare una piccola valigia di poche cose, lasciare una casa che amavo, una vita che avevo desiderato e curato ma che non mi rendeva felice, lasciare tutto quello che avevo costruito. Tutto. Intendo proprio tutto. E presentarmi a casa dei miei genitori. Una casa dalla quale ero andata via anni prima. Io. Quella indipendente. Non avevo più nulla.

Avevo perso anche il lavoro, proprio io che avevo sempre lavorato, e la mia vita era completamente priva di direzione. Ricordo perfettamente la sensazione disarmante di non poter guardare al domani. Di chiedersi “Ed ora? Cosa faccio? Dove vado?” E non avere la più pallida idea di che cosa rispondere. Eppure sapevo che potevo farcela. Lo sapevo. Lo desideravo con tutte le mie forze. La sfida era solo con me stessa, non mi importava di nessuno perché chiunque era ormai il passato. Non mi sono mai voltata indietro. Non ho mai avuto il minimo ripensamento. Mai. Ero affamata di futuro. Un futuro che doveva essere come io lo desideravo.

Ho cominciato a pensare a “oggi”. A piccoli passi. Calcolavo ogni movimento. Ogni piccola scoperta era una grande conquista. Ogni giorno incappavo in piccole cose che, smentendo quella me stessa che mi remava contro, ero perfettamente in grado di fare e tutto diventava una grande conquista. Ho perso 15 kg, in un mese e mezzo. Mi sono tagliata i capelli e mi sono completamente trasformata. In una donna forte, sorridente, sempre positiva. Malgrado la fatica. Malgrado la vita mi mettesse alla prova facendone capitare una al giorno. Mi ricordo che mi guardavo allo specchio e mi chiedevo chi fosse quella tipa che mi osservava da dentro il vetro. Con gli occhi ancora spaventati ma pieni di ostinazione. Già. Per la prima volta pensavo a me. A me sola. A me e basta. Mi ero trasformata in Strega Iaia. Quella che voi oggi conoscete.

Mi serviva un lavoro. Volevo tornare a Milano e per tornare a Milano avevo bisogno di lavorare di nuovo. Mi sarei adattata a fare tutto, anche a girare gli hamburger da Mac Donald pur di riacquisire stima in me stessa e una nuova indipendenza. E così, semplicemente, mi sono data da fare. Ho smosso mari e monti, mobilitato mezzo mondo e ho trovato lavoro quasi subito, come commessa in un negozio per bambini. Ero così felice! Ma proprio quando stavo per firmare è accaduta la prima magia. Una magia che mi ha dimostrato che la direzione era quella giusta. Quando lotto per migliorare le cose, quando sono insicura o stanca, chiedo sempre un segno che mi dimostri che il percorso è corretto. Arriva ogni volta. Quello fu il primo.

Mi arrivò una proposta di lavoro incredibile, che era molto ma molto meglio di tutto quello che ai avrei potuto desiderare. Non solo in quel periodo della mia vita. In generale. Era un sogno che si avverava sotto ogni punto di vista.

Io sono una presentatrice televisiva e, anche se faccio mille cose e mi adatto facilmente senza snobismi pur di essere sempre orgogliosa di me stessa, quel segno semplicemente voleva dirmi “È questo che devi fare! Questa è la tua strada. Ecco il premio per te!”

Io credo che sia stato semplicemente perché ho lottato, ho lottato con tutte le mie forze, e ho vinto.

E così in tutta fretta sono tornata a Milano. A Milano con un nuovo lavoro, in un’azienda gigantesca. Nuovi colleghi, nuovi capi, nuove mansioni e competenze da acquisire. Certezze? Come sempre nessuna. Non sapevo neanche se sarei stata in grado. Ma volevo riuscirci ad ogni costo. Studiavo giorno e notte, chiedevo aiuto, rompevo le scatole a tutti. Me l’ero sudato quel lavoro e avrei dato il meglio visto che quell’occasione aveva rappresentato la mia salvezza. Nel mentre cercavo casa.

E qui si aprirebbe un piccolo capitolo. Dovrei spiegarvi perché, dopo ogni visita in ogni casa, avevo crisi di pianto che duravano ore. Mi chiudevo in macchina e singhiozzavo. Senza riuscire a fermarmi. Non ve lo spiegherò. Vi dico solo che ogni casa mi scatenava attacchi di panico potentissimi. La ricerca fatta di lacrime durò mesi. Fino a che…

Fino a che un giorno, uscendo da lavoro, mi misi una mano in tasca per prendere le sigarette. Nella tasca trovai un foglietto. Lo estrassi distrattamente e lessi. C’era scritto il nome di una via con tanto di numero civico. E due parole. Bilocale. Luce. Sotto un numero di telefono.

La scrittura era senza ombra di dubbio la mia, ma non ricordavo assolutamente di aver preso quell’appunto ne, tantomeno, di essere mai stata in quella via. Alzai gli occhi al cielo. Lo faccio sempre quando capisco che qualcosa non può essere un caso. Chiamai il numero e mi dissero che la portineria avrebbe chiuso mezz’ora dopo e che avrei potuto vedere l’appartamento anche l’indomani mattina. Pensai: “Sono troppo stanca. Posso andare domani.” Ma sentii una voce dentro di me “Devi andarci ora!”  “Vengo subito” dissi.

Ascoltai quella voce, perché so che non sbaglia mai. E infatti 20 minuti dopo ero in quella via. La via del foglietto. Era una via bellissima. Signorile e allegra. Parcheggiai di corsa, malamente come al mio solito, e in pochi attimi ero già di corsa su per le scale. Ricordo perfettamente il momento in cui la portinaia aprì la porta. Cominciai a ridere come una pazza, a saltare e battere le mani con questa signora, di fronte a me, che mi guardava sbigottita.

Quella era la mia casa. Lo era sempre stata. Una casa tutta bianca con i soffitti altissimi e gli infissi antichi, un po’ rovinati, come li amo io. Un nido caldo e accogliente, piccolo, solo mio. Io che amavo le case enormi e adesso avevo solo bisogno di essere abbracciata e confortata. E poi quella luce, tutta quella luce che me la fece amare dal primo momento.

Chiamai immediatamente il proprietario e mi fiondai a firmare il contratto. Scoprii di li a poco che quel giorno aveva visitato l’appartamento una coppia che sarebbe tornata l’indomani a fare una proposta. Se avessi aspettato e non avessi seguito la voce, la mia tana non sarebbe mai stata mia.

Ma le streghe sanno che bisogna sempre seguire il proprio istinto.

È così che è andata. Così che ti ho trovata, mia cara piccola tana. È così che mi sono innamorata a prima vista di te. Ancora non sapevo che, come gli amori più grandi,  mi avresti colpita al primo sguardo e poi regalato altre mille occhiate innamorate, momenti unici e emozioni da ricordare.

Grazie.

Grazie perché mi hai accolta che ero un pulcino spaventato e mi hai trasformata in un’aquila pronta a spiccare il volo.

Grazie per avermi insegnato che amo i colori e che quella con la vita “in sofisticati toni di beige” semplicemente non ero io.

Grazie per avermi mostrato quante cose so fare. Spingere lampadari enormi su per le scale, attaccare mensole e anche montare da sola una cassettiera Stolmen e una libreria Billy. E da tutto questo ho imparato che non c ‘e nulla che sia “troppo” per me.

Grazie per tutte le notti insonni. Quelle notti in cui mi svegliavo chiedendomi dove fossi e mi sentivo sola, ma sola e forte. E fortunata.

Grazie per la caffettiera che è rimasta chiusa per mesi perché non sapevo riaprirla e in casa non facevo entrare uomini. E grazie per il cavatappi piantato nella bottiglia di vino per mesi pure lui. Come sopra.

Grazie per avermi sempre fatta sentire al sicuro.

Grazie per le risate sul divano con i miei amici e per le chiacchiere di cuore sul tappeto con Elisa. Grazie per le cene improvvisate, per le sigarette sul balcone e per le canzoni a squarciagola di notte, con Patrick che stonava come una campana rotta (e io ancora più di lui)

Grazie per chi sotto casa faceva uno squillo. Ed io fingevo di non esserci, in casa. Perché un uomo che non scende dall’auto per suonare al citofono non può meritare neanche di sentire il rumore dei miei tacchi. Grazie per avermi trasformata in una stronza. Anche con chi non avrei dovuto. Ma non fa niente. Grazie lo stesso. Grazie per il vecchietto del bar, per la vecchia fatina del mercato, per la signora bionda della bottega e per tutto il vicinato che mi ha accolta e fatto compagnia.

Grazie per quanto sei stata bella. Bianca. Dolce.

Grazie per i tuoi angoli, per i tuoi profumi, per i tuoi silenzi. Per tutti quei dettagli che, nel periodo più duro eppure più  bello della mia vita, mi tenevano in piedi. Avevo bisogno di te. Di appoggiarmi a te. Perché da sola, in piedi, non sapevo ancora starci. Sei stata anche tu ad insegnarmelo.

Grazie per tutti i “Non sono pronta” che mi hai fatto dire. Che poi erano semplicemente “Sono troppo innamorata di me stessa, per amare anche te”

Non c’era spazio. Non c’era tempo. Era meglio correre e far diventare le mie gambe ogni giorno più forti. E tu eri sempre lì con me. Ad ogni uscita e ad ogni ritorno.

Grazie per aver festeggiato con me le promozioni, al lavoro ed ogni successo. Tanti. Incredibili. Con il telefono in mano che sapeva sempre chi chiamare. Mamma e papà, per primi. E poi gli amici speciali. Ma mai prima di essermi detta “Hey. Sei proprio una super gnocca, bambola!”

E grazie perché, quando è arrivato Stefano, sei stata più brava di me. Tu, così calma nell’accoglierlo tra le tue mura e farlo innamorare anche di te. Io, invece, terrorizzata da ogni sua maglietta che trovavo in giro. Ci ho messo mesi a capire che non dovevo avere paura. Ed è stato anche merito tuo.

Grazie per avermi tenuta sul divano a fissare il muro quando Stefano mi ha chiesto di sposarlo. Ed ero così felice e sbigottita che sono tu puoi capire quanto.

Grazie per tutte le magie che hai fatto. Per tutte le lacrime che mi hai asciugato, per i miracoli che hai fatto accadere. Per tutte quelle volte che la notte si faceva un po’ più buia e io per stare meglio pensavo “Adesso torno a casa. Domani andrà meglio.”

E di cose insieme ne abbiamo passate. Un anno e mezzo in cui è capitato di tutto. E ad ogni colpo dicevo “Questa volta non ce la faccio” Ma poi pensavo a quello che avevo già superato. E non c’era tempo per piangersi addosso. Sapevo che dovevo solo rimettermi a correre. E allora correvo. E ce la facevo ogni volta.

Grazie mia piccola casa. Mai nessuna sarà come te. E anche io non sarò mai più quella che è incappata in te quella sera di ottobre. Per questo ti ringrazio. Perché quello che sono oggi è anche e di sicuro merito tuo.

Ho sempre saputo che eri magica, l’ho saputo dal primo istante. E ti lascio così, certa che porterai nuove magie nella vita di una persona che forse ne ha bisogno quanto ne avevo io. E in fondo, poi, io e te non ci lasceremo mai.

So già che ti sognerò e ti penserò e tra me e me sorriderò. E passerò sotto le tue finestre ogni tanto a salutarti per tener vivo in me il tuo ricordo. Il ricordo dei giorni che ci hanno viste insieme. Io, Strega Iaia, e tu, la mia splendida tana incantata.

Al prossimo incantesimo (non appena smetterò di piangere)…

 

 

25 Comments

  • Marivent_ scrive:

    Iaia…ho letto con la pelle d’oca, i brividi che da tanto non sento più. E poi, a metà, ho cominciato a piangere, e sto piangendo adesso che scrivo. Perché sono anch’io una ragazza spaventata di 27 anni, che sta in un angolo ma che ogni tanto esce dalla zona d’ombra quando “sento” qualcosa che sbatte contro le pareti della mia testa. Io non sono l’insicura che sembro, io so che la mia vita non può essere questa, ho la sensazione di sprecarla.Quando ho cominciato a leggerti, pensavo che tu fossi nata così: bionda, tacchi e risposta giusta, come io non sarei stata mai. Adesso so che ce la posso fare anch’io, troverò il modo. Tra due mesi mi laureo, quale migliore epilogo per ripartire? Voglio un nuovo inizio, voglio abbracciarmi e dirmi “Chiara sei la persona più importante della tua vita, per tutte le volte che pensavi di non farcela e invece ce l’hai fatta sempre”. Grazie Iaia, ti voglio bene, davvero…e sto ancora piangendo, ma tanto!

    • Iaia De Rose scrive:

      Forza Marivent! Puoi farcela! Eh no che non sono nata così! E ogni giorno è una sfida perché quella che sono stata è la mia più grande paura. Ma so che sono forte. So, davvero, che posso fare tutto! Non ci sono limiti. I tacchi e la risposta giusta sono arrivati perché ho lottato. Nulla ti piove in testa dall’alto. Devi volerlo con tutte le tue forze! Sì, credo proprio che ce la farai! E se vorrai io sarò qui a sostenere il tuo volo! Riguardo le lacrime… Stai serena! Io credo non smetterò prima di sera…

  • L'Anemico scrive:

    La prima cosa che vorrei capire è questa spinta che ho a risponderti.. ma tant’è, lo faccio subito appena finito di leggere. Sarà perché un trasloco è una metafora che abbiamo vissuto tutti in un modo o nell’altro? E perché come ti dissi recentemente, sai comunicare benissimo quel che senti, forse perché come dicesti tu, recentemente, anche un arcigno rompiscatole si può riconoscere nelle tue parole?
    Capisco le tue lacrime, ma una casa è un bozzolo che dopo un po’, se cresciamo, finisce con lo starci non più a pennello. Abbiamo bisogno di diventare farfalle o quel che sia e quindi avere nuove misure per la corazza nella quale ci rifugiamo. Versa tutte le lacrime che devi per quella che eri e che non sarai più, è umano. Ma poi girati e guarda quel che ti aspetta; ti sembrerà più bello e il percorso per raggiungerlo più agevole.
    Ed il bello è che la tua magia pian piano si diffonderà anche tra quelli che ti leggono. :-)

    • Iaia De Rose scrive:

      E questa per me è la cosa più importante. Portarvi un po’ di magia, qualche sorriso, tante emozioni da condividere. Ti abbraccio e spero di rileggerti presto.

  • Valentina scrive:

    Brividi.

  • Mariella scrive:

    Cara Iaia, quanta emozione nelle tue parole…quasi mi mettevo a piangere pure io…forse perche’ mi rispecchio in te!!! Sono in un momento di cambiamento della mia vita: per troppo tempo ho dato retta agli altri cercando di essere la migliore persona per loro, ma mai per me! Poi a un certo punto la mia vera me si e’ manifestata nel modo peggiore, dato che non aveva altri modi per farsi sentire: da due anni sono perseguitata dal panico e dall’ansia che mi obbligano a starmene in casa, perche’ uscire fa troppa paura!!! Poi non ce l’ho più fatta, ho chiesto aiuto per trovare la mia vera me…e adesso sono qui, che cerco di scoprire me stessa, facendo un passo alla volta, cominciando dalle piccole cose! Come e’ difficile Iaia combattere con la parte negativa di me, quella che ti dice sempre che non ce la farai mai…quella che ti fa vincere solo nelle cose brutte, come privarsi del cibo!!! Tuttavia questo periodo brutto mi sta servendo per accumulare nuove energie e essere più forte di prima! Sono sicura che spicchero’ il volo e imparero’ a volermi bene…forse cosi’ anche gli altri impareranno ad accorgersi di me e pensare che sono, come dici te “una vera gnocca”… Posso solo dirti che sono sicura che ancora una volta ce la farai cara Iaia…con le tue cure amorevoli la tua casa diventera’ ben presto magica, anzi gia’ lo e’! Vedrai quante magie sarai in grado di fare e quante soddisfazioni! Viviti questo momento di malinconia: e’ del tutto normale visto l’amore per la tua casina!!! Ti mando un abbraccio forte forte, che spero possa toglierti un po’ di tristezza!!! Grazie di cuore Iaia!!!

    • Iaia De Rose scrive:

      Ci vuole forza e coraggio. Tanto. A volte anche un po’ di incoscienza. Devi buttarti. Non precluderti nulla. Osa! Vedrai che tutto il resto verrà da se! Sono sicura che ce la farai!

  • Stella scrive:

    Iaia mi sono commossa!e’ uno dei post che ho amato di più… Possiamo farcela tutte e tu ne sei la prova!!!!bacio amica

  • Liz scrive:

    Iaia ti dico solo una parola: GRAZIE! Grazie per aver condiviso questo importante cambiamento con noi, grazie per averci regalato (ancora una volta) un mare di emozioni e grazie per averci mostrato anche il tuo lato più fragile perché ci serva come esempio e come incoraggiamento a non mollare mai! Sono sicura che le tue parole mi torneranno in mente nei momenti di sconforto! Grazie di cuore Iaia! Un bacione! ♡

  • Valeria Clavarino scrive:

    Iaia abbiamo vissuto un qualcosa di simile e proprio negli stessi anni….e non a caso ti sento affine a me gnocca bionda con gnocca mora =)
    Ti incollo qui il post che a fine 2014 ho scritto su fb proprio prima del trasloco dal mio piccolo bon bon alla casa dove sono ora …
    Non aggiungo altro…Eccolo…..<3

    "Ed eccoci….metto via le ultime cose,pulisco questa casetta che ha tanto significato per me, ci sono stati momenti in cui i suoi limiti mi hanno molto pesato, ma oggi non li ricordo più .
    Oggi penso solo a quando Anna mi ha incontrato per caso e mi ha detto che sapeva di una bella casetta in via XX molto ben ristrutturata, calda e accogliente e molto comoda.
    E cosi sono andata a vederla,un po' perplessa, ma ….appena entrata …dal grigiore del condominio si passa al calore e al colore di questo bon bon che grazie allo stile e al carattere di Piera e' un'isola felice in un mare di appartamenti e ho avvertito un'energia positiva che mi ha fatto pian piano affezionare a tutto di questo posticino che mi ha visto felice,triste…a tratti molto triste, mi ha vista riappropriarmi del mio equilibrio , un nuovo percorso di cui sono fiera e orgogliosa perché sono davvero "io" ora e ha vissuto la nascita di tutte le mie coreografie e i ripassi pre saggi….
    E lascio per ultima lei, la miglior vicina che si possa desiderare e che virtualmente porto con me grazie allo zerbino che mi ha regalato tempo fa, la preziosa e mattacchiona Mina Vagante Francesca Lorusso .
    Insieme anche se non ci siamo viste spesso ci siamo tenute la mano e confidate e confortate e siamo cresciute insieme tra note olfattive dei migliori profumi, note musicali….e note dolenti dei nostri cuori !
    Ti voglio bene Fra, custodisci bene il nostro piano,mi manchi già.
    P.S. Magari qualche sera mi ospiti?!? "

  • Francesca scrive:

    Io voglio soltanto dirti grazie. Non sai quanto avevo bisogno di leggere queste parole oggi. Oggi che l’istinto di rinchiudermi nel mio bozzolo e di lasciarmi trasportare dalla corrente era più forte di ogni altro pensiero. Grazie per avermi riacceso il cervello, ecco. Un abbraccio.

  • La Gio scrive:

    Un post bellissimo Iaia… Anche io sono andata a vivere da sola da un paio di mesi e quindi mi sento molto vicina alle tue parole. Certe sere, accoccolata in divano davanti alla tv mi sento come se la mia casina mi stesse abbracciando… Spero che la mia casa sia brava come la tua e che sappia aiutare la strega che c’è in me ma che, e purtroppo te lo dico, ultimamente si è nascosta e non la vedo più… L’ho persa Iaia… Se penso a tutto il lavoro che avevo fatto e a quanto splendida ero diventata mi staccherei le dita a morsi. Ho lasciato che una persona mi ferisse per la seconda volta, con il mio aiuto tra l’altro… Quale post mi consigli di rileggere per dare nuova forza alla splendida strega che c’era in me? Nel frattempo il mio nido mi accoglie e mi culla… Un abbraccio e buona vita nella nuova casa!

    • Iaia De Rose scrive:

      “Innamorati di te stessa” “Dimentica il tuo ex in 10 mosse” “Lettera a una donna” ma anche tutti i post di Sfera di Cristallo… Poi fammi sapere.
      Intanto goditi la tua tana. Vedrai quanto ti aiuterà! Un bacio grande!

  • Giulia scrive:

    Non ti conosco di persona, ma se me lo permetti ti dico soltanto: ti voglio bene.
    Avrei tante cose da dire, ma per oggi mi fermo qui ❤️

    • Iaia De Rose scrive:

      Che tesoro… Grazie Giulia. Io credo che a volte non ci sia bisogno di parole. Ti abbraccio forte e, quando ti andrà, io sono qui…

  • Margot scrive:

    “Perchè se un uomo non scende dall’auto per suonare al citofono non meritava nemmeno di sentire il rumore dei miei tacchi” semplicemente GRAZIE IAIA, sono le parole che cercavo!!

    • Iaia De Rose scrive:

      È dai dettagli che si capisce chi si ha di fronte. Applica la regola del citofono e vedrai che non sbaglierai! Un uomo che vale non fa lo squillo! Parola di Strega!

  • Silvia aspirante streghetta scrive:

    Ciao Iaia! Ho appena commentato un altro post e wow anche questo mi ha lasciato a bocca aperta…perché nel tuo racconto mi sono riconosciuta al 100%, persa, impaurita, senza nemmeno un lavoro, sola…e sono esattamente nella fase in cui mi manca quel poco in più per prendere in mano la mia vita e alzare la testa! E leggere che tu ce l’hai fatta è davvero un’ispirazione, così come lo è sapere legge so i commenti delle altre streghette che siamo in molte in questa situazione, questo mi dà forza di dirmi “dai Silvia non sei da sola e ce la puoi fare” ! Grazie Iaia! Mi dai la forza che mi serve! Un abbraccio grande!

  • francesca scrive:

    Grazie. Mi hai dato una sferzata di energia entusiasmo e voglia di non mollare.

  • Rossana scrive:

    Su questo post non posso che dirti: “brava!!!” ed essere d’accordo su tutto, ma proprio tutto. Sull’ascoltare quella voce, sempre. E sulla luce, la cosa più importante di una casa.
    E adoro i tavolini portaoggetti, deliziosi.
    E: capisco bene come stavi, prima di rimetterti in piedi, perché io sono esattamente a quel punto del percorso. Chissà

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